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Verdone racconta Sordi

Attualità, Interviste

20/02/2013

“Il fenomeno Sordi ha rappresentato un DNA italiano in tutti i suoi tic, difetti, pregi, con un grande cuore e un grande cinismo. La fortuna di Sordi è stata quella di intercettare quattro o cinque elementi tipici di questo paese. La sua maschera è stata talmente “potente” da riuscire simpatica anche quando faceva delle nefandezze terribili che, alla fine, è stato ‘imitato’. Il dramma oppure la bellezza di Sordi è questa: Alberto era meraviglioso nell’interpretare personaggi furbi e superficiali. Piaceva quel modo di fare là…ridere di lui era una cosa. Imitarlo un’altra. Lui è stato imitato per troppo amore e troppa simpatia.” Così Carlo e Luca Verdone raccontano   quella che è una “lettera d’amore” nei confronti di Alberto Sordi, “scritta” idealmente attraverso Alberto il Grande, documentario dedicato al grande attore romano scomparso dieci anni fa.

Un film realizzato grazie all’impegno in prima persona dei fratelli Verdone e all’Assessorato alla Cultura della Regione Lazio per ricordare Sordi e consegnare la testimonianza del suo lavoro alle nuove generazioni. Tra le testimonianze quelle di amici, registi, colleghi, collaboratori e studiosi, tra i quali Franca Valeri, Gigi Proietti, Pippo Baudo, Claudia Cardinale, Gian Luigi Rondi, Goffredo Fofi, Ettore Scola, Enrico e Carlo Vanzina, Emi e Christian De Sica, insieme a sequenze tratte dai suoi film, video e immagini inedite scovate negli archivi di Medusa, della Rai, di Cinecittà Luce, della Fondazione Alberto Sordi e dell’Associazione Culturale Enrico Appetito,contribuiscono a ricostruire il
ritratto insieme umano e artistico dell’attore che con il varietà, il cinema e i suoi eroi tragicomici ha saputo meglio di chiunque altro raccontare gli italiani, con i loro pregi e soprattutto con i loro difetti. A raccontare Alberto Sordi anche una testimone d’eccezione, la sorella Aurelia, che per la prima volta ha voluto aprire le porte della villa di via Druso dove Sordi ha abitato dal 1958 fino alla sua scomparsa e cui, sottolineano gli autori il documentario è dedicato. “Ho camminato nel passato.” Spiega Carlo Verdone “Quando cammini nel passato e nella nostalgia non puoi che essere sincero evitando l’essere didattico e didascalico. Sordi era rigoroso, abitudinario, disciplinato , dedito ad un ordine maniacale. Così come fuori era compagnone, caciarone e digressivo. A casa sua era un uomo normale, serio e silenzioso. Una persona seria che ha sposato il suo lavoro.” Luca Verdone dice “Alberto Sordi era straordinario per il suo essere normale nel quotidiano, ma al tempo stesso assolutamente geniale e sovversivo sul piano artistico.”

Quando chiediamo a Carlo Verdone perché realizzare un documentario così importante e complesso, il regista è molto chiaro “Perché con i tempi che corrono si sente sempre più l’esigenza di omaggiare un passato pieno di dignità: un mondo pieno di grandi attori e scrittori, con una narrativa che aiutava il cinema. La poesia di quella sala cinematografica non esiste più. E’ giusto dieci anni dopo fare un’opera didattica che racconta un grande attore romano ed italiano che ha colto alcuni aspetti che fanno parte del nostro carattere nel bene e nel male. Uno spettatore intelligente fa critica di costume e capisce quello che sta vedendo. Un altro può pensare che quella maschera amabile e straordinaria sia da imitare. Il lavoro didattico per le scuole è stato fondamentale. Il nostro documentario è pensato per i giovani per fare capire loro quanto è stato grande il nostro cinema e che cosa dobbiamo fare per farlo tornare ad essere grande.” 

Carlo Verdone conclude “Alberto Sordi ha raccontato molto bene gli Italiani: I Vitelloni, Una vita difficile, un film difficilissimo, il suo capolavoro e di grande denuncia, l’importante è non crogiolarsi nei difetti e qualcuno non l’ha fatto. Questo documentario è stato pensato per conoscere il passato e costruire così il futuro, sperando che domani il cinema possa essere mostrato nelle scuole e studiato. Tre film a trimestre da capire e recensire. Magari senza voto, ma per stimolare i ragazzi alla conoscenza e sviluppare un senso critico.”

Foto di Claudio Porcarelli

Scritto da Marco Spagnoli
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