Roberto Benigni e Carlo Verdone hanno inaugurato ieri Cinecittà si mostra, una grande mostra che permetterà al pubblico per la prima volta di visitare gli studi di Cinecittà in un percorso studiato per mostrare e spiegare non solo il leggendario passato, ma anche il presente ed il futuro di questa importante realtà.
Da oggi e fino al 30 novembre il pubblico potrà entrare liberamente negli storici stabilimenti cinematografici di Via Tuscolana 1055, percorrendone i viali, visitando i set, le scenografie, gli arredi, i costumi e i laboratori di post produzione.
"Cinecittà è la nostra madre - ha detto Benigni - da qui siamo nati tutti." Verdone invece ha ricordato il forte legame che lo lega, sin dalla sua infanzia, a quel luogo, quando suo padre era Direttore del Centro Sperimentale e lui, bambino, lo accompagnava spesso rimanendo incantato di fronte alle imponenti scenografie. Con due padrini d'eccezione, seguiti in ordine sparso dal sindaco Alemanno, dal Presidente della Provincia Zingaretti e della Regione Polverini, nonché da tantissimi esponenti del mondo del cinema, vedi Lina Wertmuller, Giuliano Gemma, la costumista Milena Canonero, il regista Massimiliano Bruno etc.
A guidare questo gruppo di personaggi eccellenti nel giro espositivo il Presidente di Cinecittà Studios Luigi Abete, che ha ricordato che la Mostra rappresenta un progetto pilota per la prossima realizzazione di un grande Museo del Cinema a Cinecittà. La mostra è stata curata da Elisabetta Bruscolini, direttore generale del Centro Sperimentale. Ci sono costumi, foto e suppellettili tratti dai set più svariati, da Ben Hur a La Tosca, passando per Cleopatra, Il paziente inglese, Il postino e Le avventure del barone di Muenchausen. "Volevamo raccontare attraverso una serie di contenuti come si realizza un film - ha detto la Bruscolini - dalla sceneggiatura alla sala". In una sala sono proiettati i trailer dei film girati o lavorati a Cinecittà, inoltre tra le centinaia di foto e di filmati, da non perdere, i divertentissimi provini di attori famosi alle prime armi, vedi gli imbranatissimi Riccardo Scamarcio e Filippo Nigro e Alba Rohrwacher. Infine i teatri di posa, a cominciare dal celebre Teatro 5, quello di Fellini per intenderci, e poi le scenografie, sparse in un percorso che dalle strade di una New York ottocentesca porta direttamente a quelle dell'antica Roma.




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