questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Venezia: Omaggio ad Amici Miei di Mario Monicelli

Attualità

27/08/2010

Il cortometraggio “L’ultima zingarata: tributo ad Amici Miei” di Federico Micali alle Giornate degli autori per la 67° edizione della Mostra del Cinema di Venezia: Amici Miei, il remake del funerale del Perozzi. Prodotto da Francesco Conforti il corto vede la partecipazione di Mario Monicelli e Gastone Moschin. Il corto passerà il 3 settembre.

 

Il cortometraggio ripropone il funerale del giornalista Giorgio Perozzi, alias Philippe Noiret, ultima scena di “Amici miei” di Mario Monicelli del 1975, che rivive trentacinque anni dopo il primo atto come lo avrebbe voluto l’attore Gaston Moschin (nel film l’architetto Melandri) che assistendo al funerale del suo amico Perozzi semi deserto si sfoga dicendo: “Come vorrei che venisse fuori un funeralone da fargli prendere un colpo a tutti e due quelli lì: e migliaia di persone, tutte a piangere, e corone, telegrammi, bande, bandiere, puttane, militar”.

 

Partecipazione straordinaria nel corto di Mario Monicelli (atteso alla proiezione veneziana) che ha partecipato vestendo i panni di Adolfo Celi. Il maestro ha apprezzato l'idea, tanto da dichiarare che “sarebbe stato bello concludere così anche il mio Amici Miei”. Altra partecipazione straordinaria è quella dell'ultimo superstite di “Amici miei”, l’attore Gastone Moschin, che di nuovo nella parte del Melandri apre il corto e finalmente ottiene dopo 35 anni quel funeralone pieno di gente, con corone, bande, bandiere, puttane e militari che aveva sognato per l'amico Perozzi.

 

 Il corto è stato girato in piazza Santo Spirito di Firenze (come nel film originale) alla presenza di oltre un migliaio di “zingari”, fan del cult movie, vestiti a lutto e accorsi spontaneamente da tutta Italia. Il video è un vero e proprio remake di una delle scene più famose della saga: la clip segue le stesse inquadrature iniziali dell'originale (con poche persone), per poi aprirsi a raccontare un funerale surreale e onirico dove tutti sono vestiti eccentricamente a lutto, per spaziare tra corone di fiori e majorettes, tra bande musicali e giocolieri del circo nero fino agli hare krishna a chiudere il corteo. Proprio come avrebbe voluto l’architetto Melandri per il suo caro amico Perozzi.

 

“L’idea di questa grande festa – ha detto Confortiè un omaggio a Firenze, all’Oltrarno e al film del maestro Monicelli in maniera naturalmente cinematografica. Il progetto nasce dal vivere a Firenze e piu’ esattamente in Oltrarno, nel  quartiere  dove piu’ di ogni altro  si puo’ ancora respirare e vivere l’essenza di una Firenze d’altri tempi e potremmo dire "monicelliana". Peraltro la partecipazione anche logistico-economica del Quartiere è stata fantastica e questo mi ha riempito di gioia e ci ha regalato una giornata bellissima".

 

"In un momento di rinnovato interesse per un film cult come Amici Miei - spiega il regista Federico Micali - ci piaceva pensare ad un evento collettivo che rinnovasse l'affetto a questo grande, inimitabile, capolavoro della commedia italiana. Non poteva esserci un modo migliore di una "zingarata", uno sberleffo collettivo, che affonda le sue radici proprio nel film per un nuovo finale quasi catartico. In tempi in cui il cinema naviga in cattive acque e produrre un film è sempre più arduo è stato bello vedere questa grandissima partecipazione popolare che testimonia il perdurante legame con la pellicola e un amore per il cinema troppo spesso dato per superato".

 

Il backstage del corto diventerà invece un documentario dove le immagini del making of faranno da filo conduttore ad una serie di interventi - da Monicelli a Milena Vukotic - legati alle riprese dell'atto primo di Amici Miei.

 

L'intero lavoro é no profit: è stato realizzato grazie al main sponsor Savio Firmino arredamenti, le associazioni del luogo tra cui “PiazzArt”, i commercianti della zona e la collaborazione della Toscana Film Commission.

Scritto da Nicoletta Gemmi
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA