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Venezia: il concorso è finito, vediamo come è andata…

Attualità, Personaggi

10/09/2010

E’ finita, ci dispiace dobbiamo tornare a casa. Per quanto ci riguarda questa 67° edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia prende un voto che va dal discreto al buono. Parliamo dei film in concorso, per tutto il resto, purtroppo non avendo il dono dell’ubiquità non abbiamo visto granché… a parte film Fuori Concorso come Machete o The Town.

Mantenendoci sul concorso e su chi domani si porterà a casa il Leone d’Oro come Miglior Film, le Coppe Volpi per le interpretazioni, il Premio Marcello Mastroianni per la migliore giovane rivelazione e tutti gli altri… (collegatevi dalle h 19.00 dell’11 settembre su www.primissima.it, vi aggiorneremo su tutto)… abbiamo fatto un po’ di domande in giro a critici e giornalisti e il pensiero generale è stato: un Festival che ha mostrato dei buoni film ma poco emozionanti. Possiamo tradurre, noi spettatori e amanti del cinema, dei film fatti molto bene  ma che una volta vista non ci pensi più. Ci discostiamo un po’ da questo comune denominatore, il film di Sofia Coppola, ci ronza ancora nel cuore e nella mente.

Veniamo ai favoriti che riporta la classifica Stars & Stripes del Daily di Venezia  - tenete conto che mancano all’appello Drei, Road to Nowhere e Barney’s Version – il film che è piaciuto di più in assoluto è Post Mortem di Pablo Larrain, seguito da Silent Souls di Aleksei Fedorchenko, Essential Killing di Jerzy Skolimowski, Somewhere di Sofia Coppola e Potiche di François Ozon. Ci dispiace molto che gli italiani non siano proprio in cima alla classifica e che Vincent Gallo con il suo Promises Written in Water, sia l’ultimo della lista avendo preso – quasi da tutti i critici - solo una stellina (il massimo sono cinque), a parte, da Roberto Silvestri e Mariuccia Ciotta di Il Manifesto che gli danno ben cinque stelle, vale a dire, Scala Reale.

Guardiamo gli italiani. La Pecora Nera di Ascanio Celestini è stato molto amato da Repubblica, Corriere, Le Monde, Manifesto e Unità e detestato da Il Giornale. La Passione di Mazzacurati ha preso due scale reali da Repubblica e dall’Herald Tribune mentre Le Monde e Screen International lo hanno stroncato. Noi credevamo ha accontentato un po’ tutti e esaltato Fabio Ferzetti del Messaggero che gli ha dato 5 stelle. La solitudine dei numeri primi si sa che è piaciuto a noi e a Lietta Tornabuoni della Stampa per il resto è una sequela di due stelle quasi per tutti.

Vogliamo però ricordare il premio ad Aureliano Amadei per 20 Sigarette che era in Controcampo italiano e il Premio Bianchi che verrà assegnato oggi al bravissimo Dante Ferretti (che ha lasciato il set di Martin Scorsese per venire al Lido) insieme alla moglie Francesca Lo Schiavo per le splendide scenografie che hanno realizzato in tanti anni di lavoro per il cinema.

Inoltre i momenti di gioia, tanti a dire la verità, che si sono manifestati soprattutto sul tappeto rosso. A cominciare da Filippo Timi che salta sulle spalle di Michele Placido con una Valeria Solarino sbigottita; la gioia di John Woo per il suo Leone d’Oro alla Carriera; i sorridenti e bellissimi Ben Affleck e Rebecca Hall; Pablo Larrain che tocca il pancione della sua attrice incinta Antonia Zegers; Willem Dafoe che si presta a fare foto con ragazze munite di I-Phone; Natalie Portman solare alla Cerimonia di Apertura e il Direttore Marco Müller che consegna il premio Jaegar-Le Coutre al glorioso filmmaker indiano Mani Ratman. E avremo altre occasioni per raccontarvi il resto…

Scritto da Nicoletta Gemmi
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