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Venezia: Good Morning Aman - ce ne parla Anita Caprioli

31/08/2009

Dopo il successo di Non pensarci, la serie televisiva ispirata all'omonimo film trasmessa da Fox, Anita Caprioli è 'tornata' al cinema ed è - insieme a Valerio Mastandrea e Said Sabrie - la protagonista di Good Morning, Aman.

Unico italiano presente nella Settimana della Critica a Venezia, il film che sarà distribuito in autunno da Cinecittà Luce racconta due vite sospese sullo sfondo della capitale. Lo strano rapporto d'amicizia tra Aman, un giovane somalo cresciuto a Roma, carico d'energia, rabbia e dolore, incastrato dentro i propri incubi, e Teddy, un ex pugile di quarant'anni intrappolato nel suo passato da espiare. Due esistenze marginali, due anime insonni, scisse nell'urto tra la durezza della vita, e l'influsso di un passato il cui peso è difficile da portare avanti. "Sono stata subito attratta dalla sceneggiatura." Racconta Anita Caprioli: "Claudio Noce è un regista di talento che ha messo una grandissima energia nella storia che stava raccontando. Mi piacciono moltissimo sia il suo linguaggio narrativo un po' diverso, sia il suo stile."

Cosa l'affascinava di questa storia?

Gli elementi erano moltissimi, ma soprattutto la possibilità di affrontare una trama che parla della seconda generazione di immigrati che vivono a Roma. Ragazzi alla ricerca della loro identità in un percorso, spesso, difficile. E' il racconto di un'integrazione molto complessa.

Un tema molto interessante...

In Italia, rispetto gli altri paesi europei, mancano dei progetti così indipendenti e coraggiosi sotto molti punti di vista. Anche da questo punto di vista siamo in ritardo, così lavorare ad un film come Good Morning, Aman è un qualcosa che dà una grandissima soddisfazione a tutti coloro i quali partecipano al progetto. La diversificazione delle storie e del mercato è molto importante.

Chi è il suo personaggio?

Una ragazza scapestrata: in un certo senso una 'poveraccia' che gravita sulla Stazione Termini vivendo un po' alla giornata. E' un personaggio un po' estremo che è molto diverso da quelli che ho portato fino ad oggi sullo schermo. Queste sono figure femminili molto attraenti per un'attrice italiana 'obbligata' spessissimo ad interpretare la fidanzata, la moglie o - al massimo - l'amante.

Quali sono, invece, le donne che l'affascinano di più?

Quelle del carattere forte. Figure femminili che vivono un'individualità problematica senza dovere, necessariamente, avere a che fare con un uomo per trovare una propria definizione narrativa. Donne indipendenti e libere come quelle che ci circondano nella vita reale. Il mio desiderio, in questo momento, rispetto al mio lavoro è quello di potere cambiare e di provare cose molto diverse. Vivo una grande voglia di cambiamento: una direzione che desidero intraprendere. Non è una decisione meditata, ma una scelta istintiva che si deve confrontare con la realtà delle nostre produzioni e la possibilità di lavorare con determinati registi.


Scritto da ADMIN
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