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Venezia: Garrel appena sufficente, Cronenberg promosso

Attualità, Personaggi

02/09/2011

Giornata calda, con due maestri come Philippe Garrel e David Cronenberg al confronto dei critici, con due opere che hanno in comune un notevole tasso di erotismo in chiave sado-maso. Ma non lasciatevi fuorviare dagli strombazzamenti dei giornali (e degli astuti uffici stampa),  stiamo parlando di due opere solidamente autorali con storie forti e interpreti prestigiosi, dove il sesso ha un ruolo più simbolico che reale.
Sull'incipit di Un été brulant di Garrel con la scena di nudo 'frontale' di Monica Bellucci c'era molta attesa, ma alla fine la montagna ha partorito un topolino. Il nudo c'è ma non scandalizzerà nessuno. Con il dovuto rispetto alla sempre bellissima Monica. A parte questo il film di Garrel non ha convinto la stampa. Una storia d’amore drammatica, tra un pittore (Louis Garrel) e un’attrice (Monica Bellucci), narrata in flashback a partire dal suicidio del protagonista, sicuramente ben diretta ed interpretata, ma che lascia totalmente freddi gli spettatori. Va molto meglio con A Dangerous Method di David Cronenberg,  una pellicola che racconta le vicende personali dei due padri della psicanalisi, Sigmund Freud (Viggo Mortensen) e Carl Jung (Fassbender), e la loro rivalità generata dalla relazione tra Jung e una sua paziente, l'ebrea russa Sabine Spilrein che diventera' analista e fara' rompere l'amicizia tra i due. Il film di Cronenberg è stato accolto da molti applausi  al termine della proiezione riservata alla stampa.  Ed anche sul versante hot, anche questo ampiamente anticipato dalla stampa gossip, c'è trippa per le signore, soprattutto quelle in analisi, con Fassbender-Jumg che non solo va a letto con la sua paziente ma si lascia condurre dalla fanciulla sul terreno sadomaso:  con sculacciate e frusta sulle natiche di una Knightley seminuda inginocchiata quanto soddisfatta. In una deriva più scientifica (alla superquark) che pruriginosa. Una scena che comunque non lascia indifferenti. Come il film, che coglie perfettamente l'ansia scientifica e la difficoltà oggettiva di trovare 'un metodo' per curare la follia.

Scritto da Piero Cinelli
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