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Venezia:Bernardo Bertolucci: L’ultimo Leone

09/09/2007

Nonostante cammini con il deambulatore, Bernardo Bertolucci è sempre mentalmente agile e 'graffiante'. Avere ricevuto dalle mani dei registi Jonathan Demme e Abbas Kiarostami il Leone d'oro alla carriera del settantacinquesimo anniversario della fondazione della Mostra del cinema lo rende fiero ed orgoglioso, mentre si accinge ad iniziare le riprese del suo prossimo film intitolato La condizione umana. "Questo premio contiene tutte le gioie, le sorprese, i dolori delle migliaia di film che in Settantacinque anni di vita hanno caratterizzato le sessantaquattro edizioni della Mostra del cinema di Venezia. E' un riconoscimento prezioso, perché sembra racchiudere con la sua storia tantissime emozioni differenti." Dice Bertolucci, onorato da ricevere il Leone d'oro da due colleghi tanto stimati al punto da dire. "Alcuni dei loro film avrei voluto girarli io." E suggerendo l'idea suggestiva di un Silenzio degli innocenti o un Il gusto della ciliegia firmato con lo stile del regista di Novecento e L'ultimo imperatore, Bertlolucci continua: "Più che ambasciatore dell'Italia all'estero, avrei voluto essere ambasciatore del mondo in Italia: un paese che stenta un pochino ad aprirsi ad esperienze internazionali. Se fossi ambasciatore creerei troppi incidenti diplomatici, per questo è meglio che continui come regista."
Marco Muller, conclude il suo (primo?) mandato da Direttore della Mostra del cinema omaggiando Bertolucci e – nella stessa occasione – mostrando la versione restaurata de La via del Petrolio. Un documentario che lo stesso Bertolucci non vedeva da più di quaranta anni e che ha suscitato un grande consenso tra il pubblico di Venezia: "Muller non solo è riuscito a farmi venire a Venezia, ma anche a farmi vedere un film come La vita del Petrolio che è praticamente diventato 'suo'. Mi diceva che era uno dei miei film più belli e io mi ero perfino un po'risentito. Un appuntamento al buio che mi sembrava nascondere più un tranello che un omaggio. Invece, Muller aveva ragione: è stata una sua riscoperta in cui anche io ho trovato qualcosa  di me stesso che non ricordavo e che, invece, mi ha sorpreso."

Scritto da ADMIN
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