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Venezia 72: un sabato da Leoni

Attualità

05/09/2015

Un anno dopo l'Oscar per La Teoria del Tutto Eddie Redmayne supera la propria strabiliante capacità di reinventarsi con un’altra trasformazione, ancor più radicale di quella del fisico Hawking. In The Danish Girl”, dove torna a lavorare con il regista di Les Miserables, Tom Hooper (nonché premio Oscar per Il Discorso del Re), Redmayne dà vita al primo caso di cambiamento di sesso chirurgico della storia, quello della pittrice paesaggista danese Lili Elbe, nato Einar Wegener, realizzando la migliore oltrechè la più difficile e delicata interpretazione della sua carriera, candidandosi sia al Leone che mettendo una seria ipoteca alle Nomination dell'Academy.

Buona accoglienza riservata al primo film italiano in gara per il Leone d'Oro "L'attesa" dell'esordiente Piero Messina, già assistente di Paolo Sorrentino nel film "This must be the place" e "La Grande bellezza". Film autorale e vagamente sorrentiniano,  Messina realizza un'opera convincente grazie soprattutto alla presenza di una grandissima Juliette Binoche, capace di illuminare lo schermo anche nelle lunghe sequenze mute, in una storia squistamente femminile e pirandelliana sospesa tra lutto e tenerezza.

Decisamente meno convincente l'orwelliano “Equals” di Drake Doremus, un racconto distopico ambientato in un futuro nel quale la gente viene obbligata a non lasciarsi trasportare delle emozioni e giocato sulla coppia ribelle Kristen Stewart-Nicholas Hoult, attuale compagno di Jennifer Lawrence. 

Scritto da Piero Cinelli
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