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Venezia 72: otto minuti di applausi per Bellocchio

Anteprime, Attualità

09/09/2015

Tra vampiri democristiani e monaca di Monza, Marco Bellocchio spiazza il pubblico e ottiene otto minuti di applausi alla presentazione veneziana del suo ultimo film Sangue del mio sangue, in uscita da oggi nelle sale cinematografiche. 

Dopo Vincere, Buongiorno, notte e Bella addormentata, Bellocchio torna nella sua Bobbio per ambientarvi due storie apparentemente slegate, che avvengono in due epoche diverse.  La prima è legata all'idea iniziale del film ovvero al personaggio manzoniano della monaca di Monza, e che racconta di suor Benedetta, condannata nel 1600 ad essere murata viva per aver sedotto un frate, gemello di Federico (Pier Giorgio Bellocchio), un uomo d’armi che per riabilitare il fratello morto cerca di dimostrare che la monaca è uno strumento del diavolo. Una condanna che trent'anni dopo lo stesso Federico, diventato nel frattempo cardinale, deciderà di cancellare, sedotto anche lui dallo sguardo della monaca. Dal ‘600 si passa all'oggi, dove un sedicente ispettore del Ministero, che si chiama Federico ed è interpretato dallo stesso Pier Giorgio Bellocchio,  accompagna nel convento semidiroccato un miliardario russo che vorrebbe acquistare l'antico complesso. I due scopriranno che il convento è abitato da un misterioso conte (Herlitza) che esce solo di notte per esercitare con metodi democristiani e consociativi, assieme ai suoi amici e notabili, un potere discreto e pervasivo.

"Un apologo sull’Italia di oggi, lo ha definito lo stesso Bellocchio, che si descrive come un anarchico 'moderato'. 

Scritto da Piero Cinelli
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