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Venezia 72: Leoncino d’Oro, Premio Unicef e Schermi di Qualità

Attualità

12/09/2015

- Leoncino d’Oro Agiscuola per il Cinema al film L'attesa di Piero Messina

- 36a Segnalazione Cinema for UNICEF 

al film Beasts of no Nation di Cary Fukunaga.  

Premio Schermi di Qualità - Carlo Mazzacurati a "Non essere cattivo" di Claudio Caligari.

La motivazione del Leoncino d'Oro: 

"Per la riflessione umana e profonda sulla scelta sofferta tra realtà e illusione da parte di due donne lontane ma unite da una comune assenza; grazie al potere evocativo di suoni e silenzi, luci e immagini, attendiamo che la verità  venga rivelata, che il dolore venga riversato,  come una diga aspettiamo l'inondazione, una preghiera che fecondi il pianto."

La motivazione del Premio Unicef:  

Una pellicola schietta e a tratti brutale che proietta lo spettatore in un dramma spesso ignorato: quello dei bambini soldato, derubati della propria infanzia e umanità, ma che grazie a questa opera trovano l'opportunità  per far sentire la propria  voce. Un'analisi cruda e lucida di una tragedia che spesso si consuma ai margini del mondo e che ha come vittime individui fragili incapaci di opporsi ai giochi di potere sottesi alla guerra. 

Per queste ragioni il Premio Unicef della 72° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia va a "Beasts of No Nation" di Cary Fukunaga

- Premio Schermi di Qualità - Carlo Mazzacurati a "Non essere cattivo" di Claudio Caligari

Il riconoscimento, giunto alla quarta edizione, viene attribuito all’opera di produzione italiana, presentata in una delle diverse sezioni della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, giudicata maggiormente rappresentativa ai fini della programmazione delle sale aderenti al Progetto Schermi di Qualità.

Il film è stato scelto, si legge nella motivazione, “per l'efficace rappresentazione di vite ai margini, a metà tra il sottoproletariato caro a Pasolini e il rampantismo immortalato da Scorsese; una nitida e lucida descrizione del sottobosco criminale della Ostia anni '80, tra droga e mutamenti sociologici, supportata da interpreti in stato di grazia, magistralmente diretti da un regista appartato ma prezioso”.

Scritto da Piero Cinelli
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