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Venezia 71: l’Italia s’è desta

Attualità, Eventi

01/09/2014

A circa metà percorso festivaliero e dopo la proiezione dei tre titoli in concorso è lecito fare un primo bilancio sulla qualità e sul gradimento dei molti titoli italiani già presentati. Un bilancio estremamente positivo, che non solo non abbassa le aspettative di una cinematografia che negli ultimi anni ha vinto i maggiori premi internazionali, ma che rivendica a pieno titolo di entrare anche nel Palmarès dei questa 71a edizione della Mostra veneziana.  Sembra un secolo fa, quando il cinema italiano sembrava destinato alla cosiddetta 'maledizione' del Festival di Venezia, tra fischi della stampa e insuccessi di pubblico. 

La cosa più straordinaria, e che alza ulteriormente l'asticella complessiva, è che nessun titolo italiano presentato nelle varie sezioni ha deluso, con alcuni episodi di eccellenza su una qualità media molto alta. Una realtà che rafforza l'ottima reputazione che il cinema italiano si è riconquistata di recente. 

Anime nere di Munzi, Hungry Hearts di Costanzo, Il giovane favoloso di Martone, i tre titoli in concorso, sono tre storie diversissime che rappresentano tre modi di intendere il cinema, quello regionale e garroniano di Munzi che cerca il cuore di tenebra nell'Aspromonte, quello intimo e di respiro internazionale di Costanzo, che racconta una splendida storia d'amore e di follia in una New York da brivido, e quello letterario e didascalico di Martone, che recupera al nostro immaginario un'icona sbiadita della poesia e della modernità come Giacomo Leopardi. 

Ma accanto alle tre punte di diamante del concorso ufficiale altrettanto interessanti i tre titoli della sezione Orizzonti, dallo 'scandaloso' La vita oscena di Renato De Maria, al noir Senza nessuna pietà, film di esordio di Michele Alhaique, con un Pierfrancesco Favino extra size esattore di un cravattaro romano, allo spietato e politico Belluscone una storia siciliana di Franco Maresco

Mancano ancora all'appello molti altri autori, dall'attesissimo La trattativa di Sabina Guzzanti, al Pasolini di Abel Ferrara, al Perez di Edoardo De Angelis, ed ai molti documentari 'd'autore': da La zuppa del demonio di Davide Ferrario, ai molti documentari di 'Venezia Classici': 'Donne nel mito. Sophia racconta la Loren' di Marco Spagnoli, un omaggio alla divina Sophia, al 'Giulio Andreotti - Il cinema italiano visto da vicino' di Tatti Sanguineti; 'Gianluigi Rondi: Vita cinema passione' di Giorgio Treves; 'Poltrone rosse - Parma e il cinema' di Francesco Barilli e 'Animata resistenza' di Francesco Montagner e Alberto Girotto.

Scritto da Piero Cinelli
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