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Venezia 70: Tracks - Recensione

Recensioni

29/08/2013

Un viaggio inaspettato, un racconto incantato fra i meravigliosi scenari dell'Australia quello di Robyn Davidson, avventuriera che nel 1977 decise di percorrere da sola il deserto australiano fino all'Oceano Indiano.
La regia è curata da John Curran che ci ha regalato tramonti e paesaggi da mille e una notte, e sebbene la narrazione possa apparire a tratti stucchevole, bisogna andare oltre e capire cosa ha da dirci questa pellicola.
Robyn Davidson è stata una coraggiosa ragazza che alla fine degli anni 70 mossa dalla voglia di sfidarsi e combattere i mostri e le alienazioni personali, ha deciso di intraprendere questa avventura solitaria in compagnia di tre cammelli ed un cane. La sua ambizione l'ha portata a vivere un'esperienza unica e rischiosa, ma decisamente formativa. Figlia di un esploratore a tratti assente, che rivive nei racconti e nei déjà-vu psicologici della protagonista, è leitmotiv del suo viaggio, della sua inarrestabile voglia di rendersi orgogliosa e renderlo fiero di tale avventura. Il contesto storico in cui è ambientato è basilare per capire una generazione che ora mai non esiste più, fatta di ragazzi smaniosi di andare e dimostrare al mondo di volerlo conoscere, la generazione del "muoversi", alienati dal peso del cambiamento e dal fardello dell'eredità di una guerra che non avevano scelto ne combattuto. Al giorno d'oggi un viaggio e un'esperienza del genere sarebbero impensabili, ossessionati dalla tecnologia come siamo ci rimarrebbe assai difficile lasciarci andare allo stato brado della vita, e soprattutto, della sopravvivenza. Ben vengano quindi le storie alla "Into the wild", che ci raccontano di uomini e donne impavidi, che grazie alle loro scelte ci insegnano il cambiamento e che tutto, quando si vuole, è possibile.
L'attrice protagonista è Mia Wasikowska, perfetta sia fisicamente che a livello interpretativo per rispecchiare Robyn Davidson, che l'ha scelta personalmente per la parte. Tratto dal best-seller omonimo "Tracks" a cura della stessa esploratrice, che ne ha curato anche la sceneggiatura, una pellicola sui sogni e sulla determinazione in concorso nella Selezione Ufficiale a Venezia 70.

Scritto da Sonia Serafini
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