questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Venezia 70: Kim Ki-duk conquista il Lido

Attualità

04/09/2013

Non c'è nulla da dire, per quanto la pellicola abbia destato molte perplessità accanto a molti consensi, l'uomo Kim Ki-duk presente a Vnezia 70 nella sezione Fuori Concorso con la pellicola "Moebius." riesce proprio a conquistare tutti. 
Consumata dall’odio nei confronti del marito per le sue continue infedeltà, la moglie vuole vendicarsi di lui ma finisce per infliggere un colpo fatale al figlio e poi scompare sopraffatta dal senso di colpa. Per il figlio che versa in una condizione miserevole a causa sua, il padre cerca di fare qualcosa solo per rendersi conto che il ragazzo non può guarire. Allora l’uomo si priva della virilità che è stata l’origine di tanta miseria e si dedica anima e corpo al bambino. Di conseguenza la ferita in un certo modo si rimargina, ma un giorno la moglie torna a casa e la famiglia precipita verso una distruzione ancora più orrenda.
Il regista ha presentato ieri alla stampa il suo nuovo film, affezionato alla Mostra del cinema di Venezia, dal quale quest'anno è stato un po' bistrattato, inserendolo Fuori Concorso con orari che avrebbero potuto pregiudicarlo. Eppure le persone, il pubblico, la stampa, lo hanno ricompensato, riempendo entrambe le proiezioni, affollando la conferenza, se non altro per avere il piacere di dialogare con un vero genio gentiluomo del cinema orientale.
"I miei connazionali mi accusano di essere la vergogna del nostro Paese. Ma i miei film, in realtà, sono il frutto del profondo amore che io provo per la mia terra. Ritengo che sia un dovere non chiudere gli occhi e interrogarmi continuamente sui problemi che la lacerano. Le mie opere esprimono lo stato di salute della società" - e ancora - "Mi hanno costretto a tagliare parecchie scene. Ora la pellicola è “purificata”, ma non è quella che avevo pensato." Leone d'Oro dello scorso anno con il magistrale "Pietà", propone una bellissima e toccante pellicola che solo un uomo in cui abitano tormento e grazia, può generare. Un film che può scioccare, per la scelta di alcune scene, che risultano seppur di forte impatto, funzionali alla storia e giustamente usate come intervalli grotteschi. Il regista ha poi spiegato: "Con una storia così dura e complessa ho sentito il bisogno di alleggerire con momenti comici, mentre per sfogare la tensione e lo stress ho inserito due momenti di preghiera, nel buddismo la preghiera è liberazione totale dai pensieri e dalle ansie contingenti."

Scritto da Sonia Serafini
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA