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Venezia 70: E’ il giorno di Terry Gilliam e il suo surrealismo a basso costo

Attualità

02/09/2013

Munito di camicia e codino inconfondibili il regista di Minneapolis Terry Gilliam, ha presentato alla stampa il futuristico "The Zero Theorem", in concorso nella Selezione Ufficiale a Venezia 70 dopo ben 22 anni dal Leone d'Argento all'edizione del 1991.
Calorosa accoglienza della stampa all'ingresso del regista e del cast per la surreale pellicola iperbolica, ironica, sulla solitudine dell'uomo e lo spasmodico utilizzo della tecnologia.
"Ho voluto raccontare il tempo in cui viviamo, quello in cui il futuro è diventato realtà e ci ha preso prigionieri. Sto parlando di internet, di ciò che ha generato, le relazioni che instaura sono del tutto virtuali. Come ci colleghiamo con il mondo in maniera del tutto virtuale - Prosegue con il suo tono gioviale - il protagonista del film è semplicemente un uomo solo, prigioniero del suo lavoro, che vive nella paura di esporsi per non perderlo. La mia visione del finale non vorrei darvela, mi piacerebbe che ognuno avesse la sua su cui riflettere. Posso dirvi solo che volevo dare a quest'uomo la possibilità di scegliere, di avere le sue risposte."
La tecnologia sotto lente d'ingrandimento quindi: "Ho pensato quanto io stesso sia vittima di certi meccanismi, la mattina mi sveglio accendo il computer e ne resto completamente affascinato, anche dall'accessibilità che mi offre, ma se rifletti nulla di tutto ciò offre risposte attraverso il web. Non è di certo tutto criticabile, per esempio avevamo Thierry a Parigi e ci serviva l'audio per la liquid memori, l'ho registrata con l'iphone mentre ero a Londra. Forse ho esagerato a lamentarmi perché a questo punto mi viene da dire che il web ci ha salvati più volte."
Gilliam racconta come il suo sia un film surreale a basso costo: "Abbiamo girato a Bucarest, perché sia a Londra che in Italia ci sarebbe costato troppo, e i costumi li abbiamo presi nei peggior posti, fatti di tende da doccia e chili di stoffa da poco, nei mercati rumeni. Tant'è che tutti gli attori sudavano da morire, ma hanno capito che era un film fatto con pochi soldi e tantissima passione , quando hai le persone giuste con le quali lavorare i risultati poi si vedono su grande schermo."

Scritto da Sonia Serafini
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