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Venezia 70: Day 6

Attualità, Eventi, Recensioni

03/09/2013

The Zero Theorem di Terry Gilliam

Il Web è la nuova divinità! Questo in sostanza il messaggio (negativo) del nuovo film di Terry Gilliam, indimenticato regista di Brazil e L'Esercito delle 12 scimmie, che mette in scena un futuro variopinto e sgangherato, un pò Blade Runner ed un pò Minority Report, dove la tecnologia nella persona del geek Qohen Leth (il Premio Oscar Christoph Waltz) cerca, sperando di non trovarla,  la risposta del 'senso della vita'.  Un filmone pieno di trovate visive e soprattutto di oggetti, per dare un'idea di un futuro andato avanti senza una idea di progresso, e governato dal grande fratello della rete, che dirige la vita delle persone. Buone intenzioni, buone trovate, un'apparato scenografico notevolissimo, per un film che resta però confuso e claustrofobico, nonostante un 'sempresialodato' Cristoph Waltz e Tilda Swinton psicanalista virtuale. Gilliam ha spiegato nella conferenza stampa che esiste un legame stretto tra questo film e Brazil, di aver voluto raccontare il tempo in cui viviamo, "quello in cui il futuro ci ha preso prigionieri".  “Le religioni e la fede non funzionano più? Ecco la nuova fede della e nella tecnologia”. “Abbiamo girato a Bucarest perché a Londra e l'Italia costavano troppo. Con i costumisti Poggioli e Pascucci per fare i vestiti abbiamo acquistato tende da doccia e chili di stoffa a buon mercato in mercatini rumeni. Questo è un film fatto di tanta passione e pochi soldi”.

"Locke" di Steven Knight

Dal web al bluetooth, dal colossal in cartongesso di Zero Theorem,  ad un onemanshow minimalista con un uomo che durante un  viaggio in auto dal Galles a Londra si gioca tutta la sua vita. Udite, udite: tra Terry Gilliam e Steven Knight, tra Cristoph Waltz e Tom Hardy non c'è è partita. Locke vince a mani basse.

Marito e padre felice, nonché funzionario modello di un'impresa di costruzioni, Ivan Locke si mette in viaggio per  tornare a casa dove lo attendono moglie e figli, ma una volta in strada, Ivan devia dal percorso stabilito,  verso una meta sconosciuta, accompagnato dalle telefonate (tranquilli, in blue tooth) di un suo collaboratore che si trova a doverlo sostituire all'ultimo momento, della moglie, del suo capo  e di una donna sconosciuta che scopriamo essere la sua nuova destinazione, e con la quale divide uno scomodo segreto che lui, durante il lungo viaggio, deciderà di rivelare a tutte le persone a lui legate, dalla moglie al datore di lavoro,  mandando in pezzi tutta la sua vita. Un film scommessa (vinta), scritto magnificamente e costruito su un solo attore, il notevole Tom Hardy, durante un viaggio notturno in macchina, impegnato a giocarsi la vita in varie telefonate in vivavoce.  

Scritto da Piero Cinelli
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