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Venezia 70: Day 3

Anteprime, Attualità, Eventi

01/09/2013

 

"Children of God" di James Franco

Può non piacere questo Children of God del sempre più impegnato e onnivoro James Franco - si potrebbe fare un festival solo con i suoi film, diretti, interpretati e adesso anche prodotti -  ma di certo non lascia indifferenti. Se non altro per il testo da cui è stato tratto, firmato da Cormac McCarthy. Una storia del Sud, malata, violenta, sgradevole, che ricorda le atmosfere dei romanzi di Faulkner, ma costruita in modo quasi   maniacale sui particolati più scabrosi e violenti in una escalation di escrementi, sangue, necrofilia etc. Ritratto di un uomo ritardato e completamente folle, che vive solo nei boschi con l'inseparabile fucile, in un'America brutta, sporca e cattiva che in qualche modo gli somiglia, Children of God mette a dura prova lo spettatore.

‘'Palo Alto'' di Gia Coppola

Gia Coppola è meglio di Sofia Coppola

Era inevitabile che il film di Gia Coppola, cugina di Sofia, e membro di diritto della grande famiglia del grande Francis Ford, che oltretutto si occupa di gioventù ordinariamente sbandata, fosse messo a confronto con il Bling Ring che Sofia ha presentato a Cannes. E, a sentire in giro, Gia batte Sofia tre a zero. Sia per lo stile, la cura dell'immagine è notevole, come anche il cast: Emma Roberts, Jack Kilmer, Nat Wolff, Zoe Levin e lo stesso James Franco, che oltre a produrre il full si è ritagliato un piccolo e  ruolo che non passa inosservato. Ed infine la storia, tratta non dalla cronaca ma in diretta dalla vita quotidiana dei ragazzi. Metà angeli, metà demoni, già 'bruciati' dalla vita. 

"Kaze tachinu" di Hayao Miyazaki

Nella scala qualitativa del mondo dell'animazione è il primo assoluto. Prima della Pixar, di cui supera nettamente la media per film, perché ogni suo film è un capolavoro. Incluso questo "Kaze tachinu" (in italiano "Il vento si alza"), il cui titolo è tratto da una frase di Paul Valery: "Le vent se leve, il faut vivre". Racconta la storia di Jiro Horikoshi, genio dell'ingegneria aviatoria giapponese, che non potendo pilotare, come sogna,  per la pesante miopia, si dedica alla creazione di aeroplani. Il vento quindi diventa centrale nel suo mondo di artefice di macchine volanti, comprese quelle micidiali che costruirà per la guerra. Questo aspetto del film ha sollevato qualche perplessità, sulla apparente non condanna del costruttore di aerei da guerra, che oggettivamente getta una piccola ombra su questo eroe romantico, che divide l'amore per il volo con l'amore per una ragazza, e che sogna il vento e l'amore. 

Scritto da Piero Cinelli
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