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Venezia 70: Day 2

Attualità, Eventi, Recensioni

30/08/2013

Il ritorno del tedesco Philip Gröning con The Police's Officer's Wife, a 8 anni da Il grande silenzio, è una delusione. Può darsi che alcuni lo troveranno un capolavoro. Ma le circa tre ore divise in un numero enorme di piccoli siparietti, nonostante la cornice apparentemente movimentata, non contengono molta sostanza. E' la storia di una famiglia composta da un uomo, un poliziotto, moglie e figlioletta. Una storia ordinaria se non fosse per la tentazione alla violenza dell'uomo, soprattutto nei confronti della moglie, ma anche in quelli della bambina. Violenza soprattutto psicologica, ma con qualche episodio di violenza fisica, raccontata all'infinito.

The Canyons invece è una bella scoperta. Scoperta per modo di dire, visto che stiamo parlando di un film diretto da Paul Schrader e scritto da Bret Easton Ellis. Un film piccolo (budget di 250mila dollari) e molto cattivo, che racconta in parallelo la fine del cinema di Hollywood, sia intimamente, nei rapporti tra le persone, ormai logori e corrotti, che esternamente, in uno sguardo quasi apocalittico di sale cinematografiche di Los Angeles chiuse e fatiscenti.

Il titolo si riferisce ad un quartiere di Los Angeles che una volta ospitava la florida industria del porno, in questo micro territorio ha luogo un triangolo con al centro una femme fatale tra due uomini.

Gli uomini sono Christian e Ryan, il primo, interpretato dalla star del porno James Deen, è uno speculatore finanziario che sta progettando di mettere insieme un film.  E' ricco, annoiato e molto geloso della sua donna Tina (interpretata da Lindsay Loan) e vuole affidare la parte del protagonista a Ryan (interpretato da Nolan Funk), che ha una relazione appunto con Tina, di cui Christian sospetta, facendola pedinare. 

Intanto Ryan e Christian hanno in comune un'altra donna, Cynthia (interpretata da Tenylle Houston), ma Christian scopre la tresca e invece del film mette in piedi una vendetta da film. Insomma una Hollywood imprigionata in una rete di rapporti sessuali perversi, dove anonimi e squallidi finanziatori decidono se e cosa fare, mentre le sale cinematografiche stanno crollando. In questo contesto la scelta dei due interpreti, realmente 'maledetti', James Deen e Lindsay Loan, brilla non tanto per il loro (scarso) talento, quanto per la storia che si portano dietro. 

Non convince nemmeno l'altro titolo americano di oggi, Joe di David Gordon Green, sebbene sia interpretato da un  Nicolas Cage in grandissima forma. Storia di un poliziotto ubriacone, non precisamente uno stinco di santo, ma in fondo in fondo, molto in fondo, una brava persona, un duro che finisce per sciogliersi per un ragazzino vessato (e menato) da un padre alcolista, manesco e delinquente (Gary Poulson).  

E' del tutto ovvio che quel ragazzo disperato gli ricorda se stesso da giovane, come quel padre alcolizzato e violento gli ricordi se stesso, o almeno il suo prossimo lato oscuro, ma la breve redenzione del cattivo poliziotto Cage è decisamente 'accattivante'.  

Scritto da Piero Cinelli
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