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Venezia 70: Day 1

Attualità, Eventi

29/08/2013

Dopo l'apertura fantascientifica di Gravity, che ha lasciato letteralmente tutti a bocca aperta, oggi è partito anche il concorso con ben tre film complessivamente apprezzati dalla stampa. 

Non scandalizza nemmeno un po' Gerontophilia del canadese Bruce Labruce, storia di un diciannovenne che si eccita solamente con uomini che potrebbero essere suoi bisnonni. L'idea è sicuramente stracult, ma la messa in scena in realtà si risolve in una romantica storia d'amore tra un diciannovenne, da tempo attratto dalle problematiche degli anziani, ed un ottantaquattrenne. (Inevitabile ripensare all'incipit de La Grande Bellezza ed al ricordo di gioventù di Servillo di 'preferire l'odore delle case dei vecchi alla molto più prosaica e popolare 'fessa'.) Ma LaBruce non è Sorrentino, lui i vecchi li ama anche troppo, un po' meno le donne, l'orribile ex fidanzata veterofemminista del protagonista, e la mamma quasi ninfomane. Siamo lontani anni luce dal porno splatter di L.A. Zombie e alla fine la storia del giovane samaritano che si eccita con i (quasi) moribondi, più che scandalizzare sembra voler sdoganare gli amori tra persone di età molto diversa, un'operazione già fatta da tempo e con maggiore coraggio da Hal Ashby con Harold e Maude.

Molto più coraggioso e grintoso l'italiano Via Castellana Bandiera della regista teatrale Emma Dante. Una nuova scoperta siciliana dopo il Salvo presentato a Cannes. Una doppia scommessa sia sul piano della forma che del contenuto:  una storia di traffico nella Palermo di oggi dove si incontrano due donne 'che non devono chiedere mai' e tantomeno cedere il passo e che bloccano il traffico in un duello di sguardi e di mezze parole che diventa quasi epico, con gli abitanti del quartiere che scommettono su chi farà marcia indietro per prima. Semplicemente straordinari gli interpreti, a cominciare dalla stessa Emma Dante che interpreta il personaggio principale, quello della trucidassimo Rosa, di Alba Rohrwacher che interpreta la sua fidanzata, di Elena Cotta che interpreta la vecchia albanese al volante dell'auto rivale e di Renato Malfatti nei panni di Saro, unico uomo in campo, il peggiore di tutti. 

Infine Tracks dell'australiano John Curran, ci trasporta nell'immenso outback australiano sulle tracce di Robyn Davidson, interpretata dalla bravissima Mia Wasikowska, che nel 1977 lo attraversò percorrendo 2700 chilometri con quattro cammelli e con l'unica compagnia di un cagnolino nero. Storia di una viaggiatrice solitaria, la pellicola di Curran oltre alla Wasikowska ha come principale protagonista il deserto australiano, fotografato splendidamente nei suoi spazi infiniti e negli incontri più bizzarri che si possono immaginare. 

Scritto da Piero Cinelli
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