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Maternity blues il film di Fabrizio Cattani da Venerdì nelle sale

Attualità, Trailer

24/04/2012

"Quattro donne diverse tra loro, ma legate da una colpa comune: l’infanticidio. All’interno di un ospedale psichiatrico giudiziario, trascorrono il loro tempo espiando una condanna che è soprattutto interiore: il senso di colpa per un gesto che ha vanificato le loro esistenze. Dalla convivenza forzata, che a sua volta genera la sofferenza di leggere la propria colpa in quella dell’altra, germogliano amicizie, spezzate confessioni, un conforto mai pienamente consolatorio ma che fa apparire queste donne come colpevoli innocenti. Clara (Andrea Osvárt), combattuta nell’accettare il perdono del marito, che si è ricostruito una vita in Toscana, sconta gli effetti di un’esistenza basata su un’apparente normalità. Eloisa (Monica Barladeanu), passionale e diretta, persiste ogni volta nel polemizzare con le altre, un cinismo solo di facciata. Rina (Chiara Martegiani), ragazza‐madre, ha affogato la figlia nella vasca da bagno in una sorta di eutanasia. Vincenza (Marina Pennafina) , nonostante la fede religiosa sarà l’unica a compiere un atto definitivo contro se stessa. Ha ancora due figli, fuori, e per loro riempie pagine di lettere che non spedirà mai". E' la trama di Maternity Blues, uno dei lungometraggi che presentati nella sezione Controcampo italiano, durante il Festival di Venezia 2011 e che arriverà nelle sale questo Venerdì.

Il tema dell'infanticidio, soprattutto quando si parla di madri, è ancora troppo scottante in un paese che per anni è stato sconvolto da fatti di cronaca come quelli di Cogne. La pellicola è l'adattamento fortemente voluto dal regista Fabrizio Cattani, del testo teatrale di Grazia Verasani, From Medea, interpretato all'epoca da Antonella Elia, Vera Gemma, Barbara Begala e Marina Pennafina. Il titolo è eloquente e si ispira alla tragedia di Euripide: abbandonata crudelmente da Giasone, Medea onde evitare all'uomo di avere una discendenza per il suo trono, uccide entrambi i figli avuti con lui per poi fuggire ad Atene.

Il titolo fa riferimento al termine con il quale si indica la depressione post partum, che colpisce moltissime neo-madri. Cattani ha dichiarato: "Mi sono imbattuto nel soggetto di Maternity Blues quattro anni fa. Avevo appena finito di girare il mio primo film, Il rabdomante, e carico di adrenalina mi sono rimesso subito al lavoro. È un film che porterà sicuramente a una reazione nello spettatore, l’ho visto anche lavorandoci: le attrici hanno dovuto prepararsi bene per la parte, hanno avuto bisogno di supporti perché hanno dovuto anche loro scavare nel loro profondo, facendo i conti anche con vecchie esperienze personali e dolori mai superati".

Guarda il primo trailer: http://www.youtube.com/watch?v=aQaj4BfKdDI&feature=player_embedded

 

Scritto da Manuela Blonna
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