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Venezia 68: Intervista ad Evan Rachel Wood, luci ed ombre, di Le Idi di Marzo

Attualità, Personaggi, Recensioni

31/08/2011

 (Venezia) Nel film diretto da George Clooney, Evan Rachel Wood, è Molly, una stagista che lavora per la campagna elettorale del Governatore Morris. A prima vista può sembrare l’ultima ruota del carro, quella che porta i caffè e poco altro… In realtà il suo è un ruolo chiave del quale non vi vogliamo svelare molto perché sarebbe un delitto. Visto che la ragazza nemmeno fa una bella fine…

 La incontriamo, capello cortissimo biondo in stile rockabilly, camicia new romatic stile Duran Duran, giacca nera, pantaloni neri aderentissimi e scarpe pied de poule. Tatuaggi, anelli enormi alle dita, diafana, bellissima, molto arguta e intelligente. “Sono felicissima di essere di nuovo qui a Venezia – ci dice immediatamente Evan Rachel Wood – ovviamente per il film di Clooney ma anche perché potrò rivedere il mio adorato Darren (Aronofsky, Presidente della Giuria del Festival di Venezia n.d.r.) che mi ha dato l’opportunità di prendere parte ad uno dei film che amo maggiormente della mia carriera: The Wrestler. Leone D’Oro a Venezia 2008. Inoltre in Le Idi di Marzo ho rilavorato con Marisa Tomei, che era anche lei nel film di Darren, le coincidenze che amo della vita”.

 Qui al Festival, la Wood oltre che nel film di Clooney, impersona anche la figlia di Kate Winslet nella serie tv, Mildred Pierce, che la Mostra sta passando in rassegna puntata per puntata e che arriverà in televisione, su Sky, in autunno. Tornando a Le Idi di Marzo, Evan Rachel Wood, guardando alla sua carriera e anche a lei come persona, alla sua immagine, riflette l’idea di una giovane donna che ama molto il lato oscuro della vita e anche quello solare… “Sono convinta – afferma l’attrice – che ognuno di noi abbia un suo lato oscuro e uno luminoso. E’ vero che quando mi hanno offerto la parte della regina vampira Sophie-Anne Leclerq nella serie tv True Blood ero al settimo cielo. Adoro i vampiri e indossare quei vestiti, truccarmi in quel modo così decadente e malato è una ossessione che mi piace coltivare. Però non sono una triste o ombrosa, amo molto ridere e soprattutto adoro il mio lavoro perché mi permette di essere tanti individui diversi. E di conseguenza di esplorare il lato oscuro e quello solare di ognuno di loro”.

 Chi è Molly per lei? “Molly è una ragazza intelligente ed indipendente. E’ stata portata avanti nel mondo della politica e lavora come stagista al fianco di un uomo affascinante come il Governatore Morris, interpretato da George Clooney. Lei ha vent’anni! E’ molto credibile che si metta nei guai anche perché nel contempo non disdegna nemmeno Stephen Meyers, impersonato da Ryan Gosling – e come si fa a resistere a Ryan che, scusate la digressione, oltre che bellissimo fa morire dal ridere… sul set era il re degli scherzi e poi è di una generosità rara. Tornando al film Molly si trova intrappolata tra questi due pezzi da novanta, molto intelligenti, manipolatori, e seriamente ed ostinatamente convinti a non guardare in faccia a nessuno pur di vincere la partita. Non è nemmeno una vittima, e questo aspetto me l’ha fatta amare ancora di più”.

 Invece com’è George Clooney fuori e sul set? “Clooney è uno dei miei registi preferiti, ho amato tutti i film che ha fatto come regista e parecchi di quelli come attore. E’ una delle persone più intelligenti che io conosca e direi che è una star per caso. E’ arrivato al successo che aveva quarant’anni e ancora si porta dietro – per fortuna – quel lato umano che nessuno di noi, a prescindere dal suo ruolo nella società, dovrebbe mai perdere. A maggior ragione se sei un privilegiato e questo lui lo sa. Ha una esperienza incredibile, quindi lavorare con lui vuole dire imparare ed è un altro che fa coppia con Ryan. Amano la vita e amano ridere. Sono ironici. Per questo sono anche così affascinanti, al di là dell’aspetto fisico. Tra tutti e due sul set non sapevi che cosa ti potevi aspettare perché ogni giorno se ne inventavano una... Ma quando George urlava ‘action’ tutto tornava nei ranghi e nella professionalità più assoluta”.

 

 

Scritto da Nicoletta Gemmi
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