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Venezia 68, il ‘battesimo’ di Vittoria Puccini

Attualità, Personaggi

31/08/2011

Per un'edizione del Festival di Venezia in grande spolvero e dal programma sorprendente, Marco Muller ha scelto lei, Vittoria Puccini, come madrina della kermesse. La diva che diva non è, schiva, educata, ultimamente al centro del gossip suo malgrado (per via della burrascosa separazione dal compagno Alessandro Preziosi), ha avuto il suo' battesimo dell'acqua' al Lido con un bellissimo photocall, in attesa di presenziare alla cerimonia di aperura che si terrà questa sera alle 19.

Curioso il percorso della Puccini nel mondo dello spettacolo: letteralmente esplosa grazie alla serie tv Elisa di Rivombrosa, diventato in pochi mesi un autentico tormentone, avrebbe potuto rimanere incastrata nel suo personaggio e non uscirne più, o comunque di certo non riuscire a fare il grande salto di qualità verso il grande schermo, vittima dei pregiudizi verso gli attori di fiction e soap. L'attrice è però negli anni riuscita ad alternare il lavoro sul piccolo schermo passando dalle grandi produzioni in costume Rai, al cinema d'autore, lavorando con Avati, Rubini, Lizzani, Muccino. A Venezia afferma naturalmente di essere onorata del suo ruolo di madrina seppur intimidita. Per scrivere il discorso inaugarale che dovrà pronunciare davanti alle star internazionali ha chiesto aiuto alla gente che incontrava per la strada, per domandare cosa pensassero della kermesse. La sua diva preferita è Kate Winslet, senza ombra dubbio la regina di Venezia 68, grazie a Contagion, Carnage e Mildred Pierce, ma la Puccini è ansiosa di incontrare anche Cronenberg, Pacino e Soderbergh.

A chi le chiede se le piacerebbe partecipare un giorno con un film in concorso risponde di sì, ma di ritenersi soddisfatta comunque perchè insignita negli anni del premio L'oreal e Diamanti al cinema, fondamentali perché assegnati dal pubblico. Non rinnega nulla della sua carriera, nemmeno Rivombrosa, grazie alla quale afferma "la gente continua ad amarmi". Purtroppo si espone poco sugli italiani in concorso, L'ultimo terrestre, Terraferma, e Quando la notte, limitandosi ad affermare che si tratta di pellicole ben fatte, forti e sorprendenti.

Conclusa l'esperienza veneziana Vittoria correrà sul set di Acciaio, tratto dall'omonimo romanzo di Silvia Avallaone diretto da Stefano Mordini e presto la vedremo in tv nella fiction Violetta, liberamente ispirata a La traviata di Giuseppe Verdi (a sua volta ispiratosi a La signora delle camelie di Alexandre Dumas).

 

Scritto da Manuela Blonna
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