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Venezia 65: Achille e la Tartaruga di Takeshi Kitano

Attualità

15/09/2008
Il capitolo conclusivo della cosiddetta ‘trilogia sull’artista’ scritto e diretto da Takeshi Kitano si apre sull’Olimpo dove un fumetto che ricorda alla lontana i tratti dei Manga giapponesi vede Zeus spiegare ad Apollo una delle cosiddette ‘aporie del movimento’ della scuola sofista: il “piè veloce Achille”, infatti, non potrà mai superare – in una corsa – la tartaruga se questa è partita prima e lo precede. Lo spazio tra di loro, infatti, potrà essere diviso all’infinito e l’uomo più veloce dell’antichità non potrà, così, mai raggiungere il lentissimo animale. La citazione derivata dalla filosofia greca antica da parte di Kitano, serve allo sceneggiatore, regista e attore nipponico per raccontare la storia di un ragazzo che nato in una famiglia ricchissima, perde tutto con il suicidio del padre derivato dal fallimento dell’azienda di sua proprietà. La sua passione per l’arte e il disegno, sviluppata grazie all’amore paterno per la pittura e al suo inspiegabile mecenatismo per improbabili pittori consigliati da un mercante d’arte senza scrupoli, diventa progressivamente un’ossessione che il ragazzo si porta dietro dall’orfanotrofio fino all’età adulta in cui degenera in una forma di autismo che lo rende incapace di pensare ad altro.
Scritto da ADMIN
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