questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Venezia 63- Fuori Concorso (Gedo Senki di Goro Miyazaki)

Attualità

05/09/2006
A Venezia piacciono gli "anime" (abbreviazione di
"animation" di origine giapponese). Dopo "Il Castello
Errante di Howl", presente due anni fa alla Mostra, e
dopo il Leone alla carriera ad Hayao Miyazaki durante
la scorsa edizione, creatore del Castello, torna in
concorso l'animazione giapponese, firmata questa volta
da un altro apprezzatissimo regista nipponico, Kon
Satoshi (per gli appassionti, "Perfect Blue",
"Millenium Actress" e "Tokyo Godfathers"), che di
questo progetto ha curato anche la sceneggiatura.
"Paprika" nasce dall'omonimo romanzo di Tsutsui
Yasukata. Una scoperta assolutamente rivoluzionaria
cambierà il modo di affrontare la psicoterapia: grazie
alla DC-Mini, alcuni dottori specializzati e
adeguatamente addestrati saranno capaci di entrare nei
vostri sogni per scoprire le vostre ansie, le vostre
paure, o tutto quello che non potrebbe emergere da una
normale "seduta". Splendido no? Peccato che tre
prototipi della DC-Mini vengano rubati proprio nella
fase finale della sperimentazione che dovrà portare
all'autorizzazione del governo, e che nelle mani
sbagliate la DC-Mini potrebbe consentire l'accesso
alle menti del pianeta. Solo la dottoressa Chiba
Atsuko, maggiore conoscitrice del progetto da lei
stesso ampiamente sperimentato, ed il suo alter ego
onirico Paprika sembrano essere in grado di salvare la
situazione.
Preparatevi ad entrare in un mondo in cui l'unica
regola è l'eccezione, in cui l'unica regola esistente
è l'assenza di ogni regola, in cui il confine tra
sogno e realtà è sempre sull'orlo di svanire. Dai
tratti elegantissimi, da un ritmo rapidissimo ed
incessante, dall'abilità di un regista come Satoshi,
il film ha ricevuto consensi e applausi sia dalla
stampa che dal pubblico che ha avuto la possibilità di
assistere alla proiezione con il regista ed i
produttori del film.
Ed è proprio Satoshi a parlarci dell'importanza dei
sogni nel suo film: "Il romanzo da cui poi nasce il
film è pieno di ricchissime descrizioni sui sogni,
descrizioni affascinanti e precise che ho cercato di
portare in questo film nel migliore dei modi. In
realtà pero' il romanzo è molto lungo, per cui sono
stato costretto a togliere alcuni personaggi ed alcuni
avvenimenti della storia: quello che mi interessava
davvero era cogliere lo spirito del libro, e
trasformarlo in immagine. E' stato un processo molto
istintivo, cercavo di tradurre in immagine tutto
quello che mi passava per la testa leggendo il
romanzo, e poi  non volevo lasciare al pubblico il
tempo di pensare "e ora chissà cosa succede?" per cui
ho seguito la sceneggiatura per quanto possibile, ma
non posso dire di averla rispettata fino in fondo."
Come sei i sogni non bastassero, nel film si muovono
in altre dimensioni, di carattere quasi
cinematografico, come se vivessero in film all'interno
del film. Come mai una scelta che comporta certamente
delle complicazioni ad una storia già abbastanza
complessa? "E' un po' come nelle vita di tutti i
giorni" suggerisce il regista "io sto parlando qui,
adesso, pero' nella mia mente passano anche altri
ragionamenti, altre immagini, cose che non posso
mostrarvi. Così nel film ho cercato di dare conto di
tutte queste dimensioni che si incrociano
costantemente le une con le altre."
E se Paprika fosse nato come film "tradizionale", e
non come animazione? "Ci ho pensato" ammette il
regista "pero' si tratta di decidere cosa si vuole
trasmettere al pubblico. E' come scegliere di fare una
foto o di fare un ritratto. E poi io esco dal mondo
degli anime, è l'unico mondo che penso di conoscere
abbastanza bene, per cui è questa la strada che ho
scelto. Inoltre, onestamente, per rappresentare i
sogni non avrei avuto maggiore libertà che con gli
anime."
Un film di animazione giapponese in concorso al
Festival di Venezia. Cosa significa per il regista
poter presentare un suo lavoro in questa sede e in
questa occasione? "E' straordinario, è un onore,
ancora non mi sembra quasi possibile, mi rende
orgoglioso ma mi intimorisce anche molto, pero' qui al
Festival sono presenti anche Goro Miyazaki (proprio il
figlio di Hayao), Katsuhiro Otomo ed altri registi
giapponesi, di animazione e non, e sono convinto che
anche per gli altri, come per me, sia un motivo di
orgoglio e soddisfazione."
Ma quale è il target per un film di questo tipo? "A
dire il vero non penso mai al target dei miei film"
precisa Satoshi "ma questo posso confessarvelo: cerco
sempre di fare qualcosa che a me piacerebbe vedere
come spettatore, per cui credo che i miei film seguano
anche il corso della mia vita. Per cui escluderei del
tutto che i miei ultimi lavori possano essere
destinati ad un pubblico di bambini!"
In chiusura, rimane la curiosità di sapere quali
problemi ha avuto la realizzazione del film, ed a
questo scopo risponde il responsabile di Mad House,
casa di produzione di questo film come anche di "Tokyo
Godfathers". "A Satoshi abbiamo dato carta bianca:
abbiamo già lavorato con lui e conosciamo le sua
capacità. Per assurdo un momento difficile è stato
scegliere la casa di distribuzione: abbiamo ricevuto
talmente tante offerte che non sapevamo dove sbattere
la testa! Alla fine abbiamo scelto Sony, e siamo
convinti che questa scelta sia stata la migliore."
Scritto da ADMIN
VOTO
 

LA PROSSIMA SETTIMANA