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Valzer con Bashir: Memorie del Massacro tra Bach e Dylan - Intervista a Ari Folman

07/01/2009

Al collega Oscar Cosulich de Il Mattino, tanto sfrontatamente quanto ironicamente il regista Ari Folman dedica il libro a fumetti tratto dal suo film e pubblicato da Rizzoli Lizard (pagg.144, euro 18) "Speriamo di vincere anche noi un Oscar!". Un ennesimo segnale della grande intelligenza e attitudine molto rilassata del pluripremiato cineasta israeliano che con il suo documentario animato Valzer con Bashir spera di potere ricevere il riconoscimento dell'Academy il prossimo 22 febbraio, a patto, però, di essere nominato, come molto probabile che sia, il prossimo 22 gennaio. Ispirato ai ricordi della sua gioventù trascorsa sotto le armi in Libano, Folman ha realizzato un film documentario sotto forma di cartone animato che racconta  i giorni che precorsero il massacro di Sabra e Shatila perpetrato dai Cristiani di Beirut ai danni dei Palestinesi con la connivenza dell'esercito di Tel Aviv. Immagini che in qualche maniera vengono riallacciate alla cronaca di oggi che Folman commenta con filosofica rassegnazione "Quando ho iniziato a lavorare su questo film era l'estate del 2006 ed erano appena iniziati nuovamente gli scontri con il Libano. Qualcuno mi ha detto: "Quando il film uscirà la guerra sarà già finita e il film non sarà più così attuale..." Io ho risposto "Non ti preoccupare. Vedrai che i nostri leader faranno in modo che questa pellicola risulti sempre molto 'attuale'." Purtroppo avevo ragione: la realtà è che il mondo è diviso tra chi non crede nella violenza e chi, invece, inventa ogni scusa possibile per farvi ricorso. Credo che bisognerebbe fare di tutto per fermare la guerra. Al momento non è stato compiuto alcuno serio sforzo per eliminare le ragioni del conflitto e così viene seguita la via più 'facile': bombardare tutto! Giudico severamente le azioni del mio governo, ma critico anche altrettanto duramente quello che fa Hamas. Questa gente non guarda più al sangue che viene sparso. Giocano alla guerra come io mi dedico agli scacchi. Sono tutti incuranti delle sofferenze delle persone e questo è davvero ingiusto." Il regista aggiunge: "Valzer con Bashir è stato accolto in maniera entusiastica in Israele anche se si critica l'operato del Governo dell'epoca che nulla ha fatto per fermare i massacri di Sabra e Shatila. Questo perché essendo io un reduce vengo considerato come 'uno di loro' ed è così che in breve tempo sono passato ad essere da una sorta di 'ribelle' al 'cocco dell'establishment cinematografico'. Il mio film racconta i fatti dal punto di vista dei soldati che, è bene sottolinearlo, non hanno partecipato a quegli eventi tragici e per questo il mio paese l'ha amato candidandolo all'Oscar per il Miglior film straniero."


Scritto da ADMIN
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