Max, trentacinque anni, è un fisico nucleare, non ha seguito le orme della famiglia, non ha fatto l'avvocato, non ha voluto occuparsi di cantieri e tangenti e non vuole sentirne parlare neanche adesso che il padre è morto. Lavora ad un importante esperimento chiamato Helios nel laboratorio di Fisica situato dentro il Gran Sasso, viene nominato responsabile dell'esperimento. Questa per Max è l'occasione della vita, la prova fondamentale, ma la competizione al livello internazionale è spietata.
Con lui nel progetto c'è Anais, una fisica francese con la quale Max ha una relazione sentimentale. Anais è innamorata, ma lucida e critica nei suoi confronti al punto da non esitare a metterlo con le spalle al muro quando si accorge che qualcosa in lui sembra non andare…
Interpretato da Valerio Mastandrea, Max è il personaggio protagonista del nuovo film di Daniele Vicari, presentato a Cannes nell'ambito della Settimana della Critica.
Nel frattempo esce in Dvd lo straordinario Il Sole negli occhi di Andrea Porporati in cui Mastandrea ha iniziato ad interpretare ruoli insoliti e sorprendenti..
L'orizzonte degli eventi è un film molto maturo e la sua interpretazione è straordinaria…
E' stato un lavoro complesso. Se preparate bene le cose, però, funzionano…Non dico che risultano facili, ma il lavoro alle spalle rende tutto più accessibile…
In che senso?
Avevo preparato talmente bene il personaggio che, poi, sul set tutto è stato molto spontaneo. Conoscevamo nel dettaglio la psicologia del mio ruolo. Daniele Vicari, nonostante tutte le sfumature del personaggio che avevamo strutturato, è stato molto bravo a dargli uno spessore e una 'forma' ben definiti, raggiungendo un certo tipo di equilibrio. Bisognerebbe lavorare sempre con registi come Daniele: per un attore rappresenta l'opportunità di fare il lavoro d'attore come si fa altrove e che - in Italia - non tutti sanno fare. Le cose di fretta lavorano l'arte. Qui, invece, c'è stato un lavoro molto attento…
Lei ha alterato anche la postura…
E' un elemento su cui Daniele ha insistito molto. In più il mio è un personaggio che dentro di sé aveva tante cose non dette e poco chiare. E' stata una scommessa vinta…




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