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Valeria Golino forte e dolce in ‘Come il vento’ di Puccioni

Interviste, Personaggi

09/11/2013


Si intitola 'Come il vento' il nuovo film di Marco Simon Puccioni presentato fuori concorso al Festival Internazionale del Film di Roma. La pellicola racconta la vita e la tragica fine di Armida Miserere, direttrice del carcere di Sulmona, morta suicida dieci anni fa. Una vita incredibile quella di Armida, cui presta il volto una intensa Valeria Golino, in scena con Filippo Timi e Francesco Scianna. L'attrice ci racconta di come e' entrata in questo personaggio che per un caso del del destino incontro' 10 anni fa a Sulmona...

Valeria interpretare un personaggio realmente esistito, su cui si sa tanto ma non tutto, come hai approcciatomlapreparazione di questo intenso film di Puccioni?
Mi piaceva poter raccontare questa contraddizione almeno apparente nel carattere di Armida, almeno noi ce la immaginiamo così, dai suoi scritti, dai suoi diari, le lettere ad amici e parenti. Ne esce il quadro di una donna divisa in due tra il pubblico e il privato. Nel suo lavoro severa con se è con gli altri, integerrima, tutta di un pezzo, soprannominata dai carcerati 'fimmina bestia' a sottolineare la durezza. In privato però una donna vulnerabile, femminile, vanitosa, amante dei gioielli, al limite superficiale. Voleva essere bella e cercava disperatamente l'amore, anche perché lo aveva perso in maniera talmente tragica che nemmeno lei e la sua forza potettero sopportare il peso.

Tu hai incontrato davvero Armida, cosa ti ricordi di lei?
Ignara di ciò che le sarebbe successo solo pochi mesi dopo, un giorno la incontrai al carcere di Sulmona insieme al regista Emanuele Crialese, il regista di Respiro, con cui ero stata invitata ad una rassegna organizzata da lei per i carcerati che si erano distinti in un programma di recupero che rivedeva le arti, il cinema ed il teatro.
Mi ricordo che ci accompagnò in un dibattito con i detenuti, ci facemmo anche una foto insieme, mi aveva detto di essere una mia fan, di aver visto quel tale film e anche l'altro... Insomma la strinsi forte in quella foto e non avrei mai pensato che quella personcina forte e dolce avrebbe scelto di morire. 

Perche' hai accettato la proposta di Puccioni ?
Era un momento delicato, ero alle prese con il montaggio di Miele, ma poi l’attrazione per questo personaggio con molte zone d’ombra ha prevalso. Volevo raccontarla e anche cercare di capire come si resiste di fronte a un’esperienza così devastante come la sottrazione di una persona amata da un secondo all'altro. Quella scritta da Marco e' una storia che fonde impegno civile e sentimenti. Sentivo in qualche modo di 'doverglielo'. Spero di esserci riuscita.


E' un periodo in cui si parla tanto di carceri, anche per i recenti fatti di cronaca che hanno riguardato il Ministro Cancellieri, tu che li hai frequentati per preparare questo film cosa hai da raccontarci in proposito?
“Che occorre fare presto. Servono provvedimenti al più presto, perche' le carceri esistono, stanno li' non sono luoghi astratti, lontani da noi o ai margini della società, rappresentano la nostra coscienza di paese civile”. 

 

 

Scritto da Titta Digironimo
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