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Undici minuti di applausi per Amelio

Attualità, Eventi

05/09/2013

Undici minuti di applausi e standing ovation per il film di Amelio "L'intrepido" passato ieri in concorso al Festival di Venezia. Presenti nella Sala Grande Gianni Amelio, il protagonista Antonio Albanese e l'intero cast che ha raccolto l'accoglienza alzandosi in piedi davanti ad un pubblico entusiasta. Una bella rivincita per il film che la mattina stessa era stato fischiato dalla stampa. Il film racconta la storia di Antonio Pane (Albanese) che per sopravvivere in una Milano in crisi si presta a sostituire anche per poche ore, altri lavoratori, esercitando mille mestieri, con la speranza di un futuro migliore.

Sonoramente fischiato invece alla prima proiezione stampa "La Jalousie" di Philippe Garrel che passa oggi in concorso a Venezia 70, Il film, tutto in bianco e nero, racconta la storia della relazione tra i due protagonisti interpretati dal figlio del regista Louis e Anne Mouglalis.

Oggi tocca anche al terzo film italiano in concorso, il documentario Sacro Gra di Gianfranco Rosi che racconta il micromondo che ruota attorno al Grande Raccordo Anulare di Roma per scoprire situazioni e personaggi che vivono ai margini della capitale.

Sono sbarcate le Femen. Le Femen sono sbarcate alla Mostra naturalmente in topless e con corone di fiori in testa. Le sei attiviste si sono fatte immortalare al photocall con la regista Kitty Green, lei però vestita, per sostenere il suo film, il documentario presentato fuori concorso Ukraine is not a brothel, che racconta i retroscena sul loro movimento. Il documentario fa un ritratto del movimento femminista che ha suscitato scalpore in tutto il mondo. Nato nelle strade innevate di una Ucraina postsovietica corrotta, le Femen, con la guerra a torso nudo contro il patriarcato, hanno investito i media europei come un ciclone. Ma il film, per la prima volta, offre uno sguardo intimo dentro la vita di queste donne e svela che queste attiviste non sono poi le “focose femministe” che dicono di essere.

Scritto da Piero Cinelli
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