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Unbroken, cosa ne pensa il mondo del film di Angelina Jolie

Attualità

22/01/2015

Dopo In the Land of Blood and Honey del 201,  il 29 Gennaio Angelina Jolie porta al cinema il suo nuovo lavoro come regista, Unbroken. Distribuito dalla Universal Pictures, il film racconta l’epica avventura di Louis “Louie” Zamperini, l’atleta olimpionico ed eroe di guerra, che insieme ad altri due membri dell'equipaggio, è riuscito a sopravvivere su una zattera per 47 giorni, in seguito ad un disastroso incidente aereo durante la Seconda Guerra Mondiale, per poi essere catturato dalla Marina giapponese e spedito in un campo di prigionia. “Uno dei migliori drammi di guerra del cinema americano canonico” lo ha definito il New York Daily News. 

Angelina Jolie conferma il suo talento dietro la macchina da presa, permettendo al pubblico di conoscere una storia incredibile di resistenza e forza d’animo, che può insegnare molto. Costruendo il film secondo un ritmo e linee guida di un dramma epico misto a biopic, la regista rappresenta la forza di un uomo determinato e coraggioso, che non si piega agli eventi, ma resiste stoicamente alle peggiori torture, per poter tornare alla sua vita e abbracciare ancora una volta la sua famiglia. “Mettete questo in cima alla lista dei film da vedere. Angelina Jolie potrebbe, a mio parere, non avere ancora raggiunto le vette come attrice, ma con questa passionale cronaca tecnicamente impressionante e profondamente emozionante della vita di Louie Zamperini, si erge al rango superiore come regista di prima classe in un settore dominato dagli uomini” ha scritto il New York Observer, appoggiato dall’USA Today che ha aggiunto: “Come regista Angelina Jolie è potente con immagini straordinarie”. La Jolie ha un buon esercito di artisti in squadra, in particolare il poeta della macchina da presa Roger Deakins (Non è un paese per Vecchi). Ma è la sua visione che dà ad Unbroken uno spirito che vola. In onore della resistenza di Louis, rende se stessa orgogliosa” ha scritto il Rolling Stone.

La stampa internazionale sembra concorde sul talento dell’attrice americana nella costruzione delle inquadrature, ma anche nella direzione del cast prevalentemente maschile, al centro del quale c’è ovviamente il protagonista Jack O’Connell, del quale Total Film dichiara: “Tiene il ruolo dell’infaticabile Zamperini senza sforzo”. “La Jolie mantiene la narrazione a galla grazie ad una maestria di prim'ordine, alcuni momenti ben levigati, una suspense autentica e terribilmente trattenuta di Jack O'Connell nel ruolo del protagonista. Mentre accenna solo all'epopea travolgente che non si materializza mai pienamente, Unbroken offre un'ulteriore prova che gli istinti alla regia di Jolie si uniscono ai suoi altri talenti” ha sottolineato indieWIRE.

La bravura di O’Connell si unisce quindi al talento registro della Jolie per un film drammatico ed intenso che emoziona e scuote profondamente l’animo umano. Come spesso accade per le storie vere raccontate sul grande schermo, la parte emotiva è una componente molto presente per lo spettatore, poiché è più semplice non farsi trascinare dal cinismo e dalla superficialità. E’ commovente, ammirevole, e di tanto in tanto esilarante. Quello che manca è l'unica cosa sulla quale si può sempre contare sulla Jolie come star: la scintilla del pericolo” ha scritto l’ Entertainment Weekly, mentre il Washington Post con una vena polemica ha aggiunto: “Unbroken non può esattamente essere impantanato con l’ ipocrisia, ma è immerso, quasi fino alle caviglie, in un senso malsano che il suo soggetto sia un candidato alla santità”. Unbroken è uno di quei film che culla nella narrazione dettagliata e a tratti rallentata, soffermandosi sui particolari espressivi degli attori, e sul sentimento del momento che i personaggi stanno vivendo, ma tutto questo lo rende emozionante e vivo. “Unbroken è un film ambizioso, a volte commovente che soffre un po’ troppo di una nobiltà consapevole, e troppe scene di brutalità” ha notato il Chicago Sun-Times. Sicuramente non è un film che lascia indifferenti e vederlo può arricchire la propria visione del mondo e il proprio bagaglio culturale.

Scritto da Letizia Rogolino
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