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Intervista a Michele Alhaique

Attualità, Interviste

18/06/2012

Il grande pubblico lo ricorda come il giovane sacerdote ‘vittima’ di Checco Zalone, in Che bella giornata, e Michele Alhaique, giovane attore di grande esperienza e talento è abituato a sorprendere il pubblico con ruoli molto diversi tra loro che interpreta risultando quasi ‘irriconoscibile’. Come nel caso di Cavalli di Michele Rho presentato all’ultimo Festival di Venezia al fianco di Vinicio Marchioni, così come Qualche nuvola diretto da Saverio Di Biagio in uscita il 27 giugno per Fandango nelle sale italiane in cui l’attore porta sullo schermo un giovane muratore che all’indomani del suo matrimonio con la fidanzatina di sempre, perde la testa per una ragazza affascinante interpretata da Aylin Prandi che gli fa conoscere un altro mondo.

 

“La ragazza che lui deve sposare è vittima di una grande superficialità: interpreta ogni aspetto del matrimonio in chiave puramente consumistica. Tra di loro si vive un’incomunicabilità che lascia una grande amarezza.” Spiega Alhaique “Sembra quasi che i rapporti sanguigni e sinceri che si vivono in periferia abbiano lasciato spazio ad un’ipocrisia tipicamente borghese.”

 

Qualche nuvola è molto diverso dalle commedie che si vedono in genere… L’approccio è completamente differente: Saverio Di Biagio racconta la vita con i suoi aspetti comici, ma anche con le sue amarezze. La comicità nasce dai personaggi e non dalle situazioni che, invece, sono piuttosto serie.

 

Cosa lega i due protagonisti? Lui la guarda con affetto, ma anche con la consapevolezza che lei rappresenta qualcosa di conosciuto. E’ spaventato ed essendo una persona che non ha gli strumenti per analizzare la realtà per quella che è, le cose sconosciute sono quelle che fanno più paura. E’ questo motivo che lo spinge verso di lei, e in un certo senso lo costringe a sceglierla. Cinzia e il suo mondo rappresentano qualcosa che lui conosce e che avverte come suo, nonostante tutto e che subisce le decisioni altrui.

 

E’ un po’una vittima degli eventi? E’ sempre qualcun altro a cambiare il suo destino. Viene corteggiato da un’altra ragazza e lui la lascia fare…sono sempre gli altri a determinare le sue scelte. Non si riscatta mai. E’ un personaggio in un certo senso faticoso, perché parla molto poco ed è basato sull’essenzialità di un approccio molto intimista. E’ un ruolo volutamente trattenuto che solo il regista ti può aiutare a capire se le emozioni che hai voluto comunicare al pubblico, alla fine, gli arrivano davvero.

 

Se fosse dipeso da te, quale delle due donne avresti scelto? Mi sarei preso una pausa di riflessione da tutte e due…

Scritto da Marco Spagnoli
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