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Un’Altra Vita - Anteprima de Il Mondo dei Replicanti

Anteprime, Attualità

23/12/2009

Il Mondo dei Replicanti, titolo italiano più minaccioso rispetto all’originale The Surrogates è davvero una bella sorpresa. Pure restando nei confini del reame del cinema commerciale, infatti, il regista di U-571 e Terminator 3, Jonathan Mostow distilla una serie di suggestioni sociali e cinematografiche molto rilevanti in una storia nuova e affascinante, ispirata al romanzo grafico di Robert Venditti e Brett Weldele. Scritto non a caso dagli autori degli ultimi due Terminator e di Catwoman, Michael Ferris e John D. Brancato, il film ripropone un nuovo punto di vista sui temi esplorati da classici del genere come Blade Runner, Matrix e – appunto Terminator nonché il prossimo Avatar.

In un mondo dominato dalla paura, infatti, gli esseri umani vivono una vita perfetta attraverso delle macchine che sono modellati sull’idea del vero sé di ciascuno di noi. Questi automi, bellissimi e affascinanti, vengono guidati da casa attraverso delle reti neurali che portano l’umanità a vivere la propria vita attraverso un’interposta persona che altro non è se non una macchina, pressoché indistruttibile. E quando si rompe non c’è nemmeno da preoccuparsi. Qualche giorno e un altro io viene consegnato a casa nostra. Il problema è che, un giorno, il figlio dell’inventore di questi robot chiamati ‘Surrogati’ viene ucciso attraverso un congegno che non dovrebbe esistere. Non solo il surrogato del ragazzo viene distrutto, ma – a molte centinaia di chilometri di distanza – il giovane si ritrova con il cervello sciolto nella calotta cranica così come “l’operatore” del Surrogato femmina con cui si trovava appartato in un vicolo.

Ad uccidere i due è stata un’arma letale e segreta e sulle tracce dell’assassino e del mandante indagano due agenti dell’FBI alle prese con le proprie inquietudini.

Quando, però, il Surrogato di uno dei due è distrutto in una zona franca da macchine dai membri dei dissidenti umani, l’investigatore è costretto ad uscire per strada come uomo e a vedere il mondo così come non faceva da tempo.

Divertente e spettacolare, Il Mondo dei Replicanti è uno di quei film di fantascienza che predilige i contenuti all’azione e che pure essendo espressione del cinema commerciale e non d’autore, guarda al nostro mondo sotto una prospettiva diversa, usando l’alibi fantascientifico come metafora della nostra esistenza. La città in cui cammina il personaggio interpretato da un ottimo Bruce Willis è un mondo perfetto, popolato di uomini e donne bellissimi ed eleganti. Un pianeta di modelli che, come manichini, se ne stanno in metropolitana in silenzio e che non hanno problemi a lasciarsi un po’ andare. I Surrogati non sono il mezzo per una vita migliore, però. Sono, invece, una testimonianza tangibile della nostra paura a confrontarci con la realtà: degli alter ego, degli Avatar per una realtà non più così virtuale in cui le ossessioni per la forma e la bellezza vengono sublimate in pupazzi che vivono e muoiono al posto nostro. In questo senso, a differenza di tanto cinema Sci-Fi puramente commerciale, Il Mondo dei Replicanti racconta una storia molto attuale in cui le suggestioni del cinema del passato, vengono rilette in una chiave apparentemente più semplice e meno minacciosa, che in virtù di questa apparente morbidezza narrativa, colpisce, invece, nel profondo, obbligandoci, come solo il buon cinema, riesce a fare a domandarci che vita sceglieremmo se ci trovassimo a potere ad avere la possibilità di alleggerire le inquietudini della nostra esistenza attraverso delle macchine sui quali far gravare le nostre paure, i nostri timori e che, come si allude nel film, costituiscono una sorta di oblio, una nuova droga in cui immergersi e in cui ritrovarci sempre belli, perfetti, in forma, sani e salvi, ma – in fondo – anche freddi e, peggio ancora, incapaci di piangere e disperarci.

 

Scritto da Marco Spagnoli
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