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Una scampagnata in compagnia dei protagonisti di Sacro GRA, compreso il Leone d’Oro

Attualità

18/09/2013

Ore 12.30 appuntamento davanti il cinema Greenwich a Testaccio, per partire all'insegna della scoperta dei meandri del Grande Raccordo Anulare. Due spaziosi autobus hanno dato ospitalità a gran parte della stampa chiamata a raccolta, come dei veri e propri scuolabus, per immergersi in un clima rilassato e colloquiale sin da subito. All'interno dei bus, presenti anche il regista Gianfranco Rosi, il paesaggista urbano ideatore del progetto, Nicolò Bassetti, e i protagonisti del documentario. Vere e proprie persona da scoprire e da capire. All'uscita 28 del G.r.a. ad aspettarci c'è il ristorante "Anaconda" di proprietà di Cesare, il famoso anguillaro del film, che fa gli onori di casa deliziando tutti con un rustico rinfresco. L'atmosfera è quella di una gita scolastica, voluta anche per mettere a proprio agio tutti i protagonisti del film che non sono attori professionisti, ma per questo godono di una sincerità ammirevole. Rosi spiega come "nessuna storia è rimasta fuori, non ci sono storie che non ho voluto raccontare, personaggi che ho ripreso e che poi non sono stati montati. Forse ci sono aspetti di vita di questi protagonisti che non ho raccontato, ma sono soddisfatto di quello che ne è emerso". Tutti seduti ad un tavolo, Leone d'Oro compreso, sotto un grande gazebo verde, alle pendici del tevere e come cornice il raccordo alle spalle, rispondono amabilmente alle domande dei giornalisti stipati davanti a loro. Alla domanda che viene posta agli attori, se si aspettano che ora la loro vita cambi, quasi tutti rispondo di no, che sono persone serene, che si godono il momento. Soltanto uno di loro racconta come si farà portavoce della lotta contro lo sfratto che sta affliggendo il suo stabile, sfruttando la notorietà di questi giorni. Persona normali quindi, che non si sono fatte prendere la mano dalle luci dei riflettori, consapevoli che da un giorno ad un altro possono bruciare e spegnersi,in realtà divertiti ed imbarazzati da tanto clamore, perché infondo quella che viene raccontata è la vita di ognuno di loro. Al regista viene chiesto come mai l'assenza di storie di giovani, Rosi risponde " il problema con tutti i giovani che abbiamo incontrato era quello di non riuscire ad avere un giudizio obiettivo, mi ritrovavo sempre a giudicarli, quello che accomuna tutti i protagonisti di questo film è la loro forte relazione con il passato, con le storie che trasmettono, e a pensarci i giovani si rapportano solo con il presente. Anche se ora che ho rivisto il film me lo sono chiesto se non era il caso di inserirli." La palma è la vera metafora di tutto il documentario, l'insetto è il regista che si insinua nel microcosmo, un microcosmo che necessitava di essere raccontato, nonostante le difficoltà, hanno spiegato di come ogni volta che stavano per girare una scena sul raccordo "non potevamo stare più di cinque minuti che arrivavano subito le volanti. Così noi, con i camioncini aperti e le macchine da presa facevamo rapidi filmati di cinque minuti per poi andare via." La società Anas, fiera che un documentario girato su un'infrastruttura di loro gestione abbia ricevuto un premio così prestigioso a livello internazionale come il Leone d'Oro, ha ideato da domani 19 settembre in occasione dell'uscita nei cinema, per rendere omaggio al film, la proiezione sui pannelli a messaggio variabile del G.R.A. il pittogramma del Leone d'Oro della 70esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Il documentario uscirà in 45 copie.
Qualche curiosità di "Sacro Gra" in cifre: 5 anni di sopralluoghi e ricerche; 300 chilometri a piedi; 1500 chilometri a bordo di un camper; 4 esploratori; 6 fotografi; 200 ore di girato; 50 ore di registrazioni audio; 100 scatti fotografici professionali; 1000 scatti fotografici amatoriali; 20 taccuini di appunti.
Il materiale sarà poi parte di un progetto più ampio curato da Nicolò Bassetti e Sapo Matteucci, ovvero un libro che uscirà in autunno per la casa editrice Quodlibet, e una mostra ospitata dal MACRO di Roma.

Scritto da Sonia Serafini
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