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Una risata ci salverà: La peggior settimana della mia vita!

Attualità, Interviste

21/10/2011

Lo hanno confermato durante l’incontro stampa ma lo si evince anche vedendo il film: tutti quelli che hanno lavorato alla commedia La peggior settimana della mia vita si sono divertiti molto nel realizzarla. E si diverte molto anche il pubblico vedendola. Diretta dall’esordiente alla regia Alessandro Genovesi in stretta collaborazione con il protagonista e co-sceneggiatore Fabio De Luigi con questa pellicola siamo dalle parti della ‘cringe comedy’ ovvero di quelle storie dove si inanellano una serie di situazioni imbarazzanti, estremamente divertenti, le cui soluzioni pensate dai vari protagonisti non fanno che peggiorare la situazione.

La settimana a cui si fa riferimento è quella dei preparativi prima delle nozze di Paolo (De Luigi) e Margherita (Cristiana Capotondi) e del pessimo rapporto che il futuro genero ha con i suoi suoceri, Clara e Giorgio. Due borghesi che vorrebbero qualcuno ‘migliore’ per la loro adorata primogenita di quell’imbranato di pubblicitario. Straordinari nei loro panni una grandissima Monica Guerritore (vista solitamente in vesti drammatiche e, invece, attrice con ottimi tempi comici) e Antonio Catania. In tutto questo si inserisce Ivano (Alessandro Siani) il migliore amico di Paolo che, nel tentativo, di distendere i rapporti famigliari ne combina di tutti i colori.

I riferimenti alti sono i film di Blake Edwards con Peter Sellers o le commedie di Billy Wilder. Dove l’impianto drammaturgico non procede solo per battute ma soprattutto per gag. Una sfilza di avvenimenti che non fanno che far precipitare le cose grazie alla fisicità degli interpreti che si fa dirompente, imbarazzante ed estremamente divertente. Con uno humour leggero, mai volgare, ma travolgente. Non per niente il film è largamente ispirato ad una sit-com inglese che porta lo stesso titolo: “The worst week of my life”.

Oltre ad uno stralunato, poetico ed esilarante Fabio De Luigi è doveroso segnalare anche il resto degli interpreti: Cristiana Capotondi ovvero la sua futura moglie, i genitori di lei Guerritore e Catania, una innamorata pazza/stalker del protagonista che è Chiara Francini, l’amico Alessandro Siani, la nonna della futura sposa Gisella Sofio, il padre del protagonista Andrea Mingardi e la sua nuova compagna che è Arisa. Cantanti e attori mescolati insieme. Del resto la colonna sonora curata da Pivio e Aldo De Scalzi fa da contrappunto a tutta la storia con le sue sonorità ‘swing’ perfette per l’andamento degli eventi.

“La nascita di questo film – ci dice Genovesi – scaturisce dal fatto che Gabriele Salvatores ha tratto dalla mia commedia Happy Family l’omonimo film. In quel contesto ho conosciuto Fabio De Luigi ed è nata un’amicizia ed una stima reciproca che lo hanno portato ad offrirmi la regia e la co-sceneggiatura di La peggior settimana della mia vita. Una grandissima opportunità per me. Confrontarmi con il genere di commedia che amo di più. Come avete detto i riferimenti alti, non paragonabili, ma sempre presenti sono stati Blake Edwards, Billy Wilder, Woody Allen e anche i film di Totò e Peppino essendo italiani”.

“Il film fa ridere attraverso certi meccanismi e non attraverso delle battute, che col tempo finiscono inevitabilmente con l’invecchiare: un tipo che scivola lungo la strada ti farà sempre ridere, ma se hai a disposizione dei fuoriclasse della battuta come Siani e De Luigi riesci ad indirizzarli al meglio soltanto lasciandoli liberi - per lo meno per quanto riguarda la commedia: era importante che gli attori facessero bene il loro mestiere, ma sempre avendo ben chiaro che l’obiettivo principale era raccontare una storia, ovviamente comica, e che loro dovevano essere principalmente dei personaggi tridimensionali e credibili perché si creasse una certa magia”, ha continuato il regista.

Fabio De Luigi si sente, chiaramente, estremamente coinvolto nel progetto visto che oltre ad essere il protagonista, per la prima volta in vita sua ha anche scritto la sceneggiatura del film, insieme a Genovesi. E del suo personaggio ci racconta: “Paolo è un uomo che di fronte alle difficoltà non si ferma ma rilancia, e lo fa sempre in una forma assolutamente sbagliata. All’inizio tenta di arginare i primi contrattempi che si succedono, ma in realtà con le varie bugie bianche finisce col complicare sempre di più la situazione che in realtà appariva molto più semplice, come il pubblico si accorge facilmente. Sembra un tipo inadatto a tutto, e ad un certo punto la futura suocera è costretta dagli eventi a chiedere sconsolata a sua figlia: “ma tu perché lo ami?”. In realtà non si capisce bene nemmeno come mai lui sia andato ad imbattersi proprio in una famiglia di quel tipo, ma i due promessi sposi sono due persone che si piacciono così, sono fatti uno per l’altra e si integrano nonostante le avversità. Sono mossi da una forte passione reciproca e il resto delle contingenze conta relativamente: il destino si rivolta contro il modo di affrontare gli imprevisti, ma i due sono fatti uno per l’altro, solidi e innamorati”.

E anche questo è un aspetto del film assolutamente azzeccato. Dall’inizio lo spettatore desidera che Paolo e Margherita possano arrivare finalmente, sani e salvi, al matrimonio. Perché i personaggi sono adorabili, romantici, e l’happy end non può saltare a causa di incomprensioni. Una commedia che gioca al rialzo, in questi tempi dove la leggerezza non è di casa, e ne esce vincitrice.

La peggior settimana della mia vita arriverà nei cinema venerdì 28 ottobre in 400 copie distribuito dalla Warner Bros. Il film è una produzione Colorado Film di Maurizio Totti ed Alessandro Usai.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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