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Una provocazione: i saldi al cinema?

Attualità, Trade

14/06/2010

Ogni estate il mercato deve misurarsi con periodi di abbassamento di tensione. E' come se la fornitura di corrente a 220 Kw, diminuisse ciclicamente di voltaggio, per poi tornare nuovamente a 220, riabbassarsi etc. Inutile ricordarne le cause: legate sia alle abitudini del pubblico che a quelle dei distributori. Un fenomeno che negli anni recenti si è ridotto notevolmente, perché sono stati messi in circolazione nel periodo estivo dei titoli importantissimi. Ma che resta molto random, legato alle scelte dei distributori che non sempre corrispondono con il day & date. Che, d'altro canto, non necessariamente significa l'opzione migliore. Quindi la spalmatura estiva, rispetto a quella degli altri mesi, risulta inevitabilmente meno compatta. In questa situazione, perché non inventarsi delle promozioni 'stagionali' che possano movimentare, a vantaggio di tutti, la presenza degli spettatori? Ed equilibrare un mercato estivo troppo sbilanciato tra film evento (pochi purtroppo) e film bonsai (troppi). E privo o quasi dei film medio-grandi. Quelli che oggettivamente rischierebbero di più nei mesi estivi, ma che in altre stagioni danno una garanzia di continuità. Sostituiti d'estate dai titoli a bassa frequenza, che non troverebbero spazio in piena stagione, e che approfittano delle fasi di bassa marea. Alcuni sono fondi di magazzino, altri invece sono titoli interessanti. Ma con una debolezza di fondo, una anemia che li rende meno appetibili della media. L'esercizio pur di non chiudere le saracinesche si accontenta di un'offerta spalmata a metà, con i multiplex che spremono a dovere quel che resta dei blockbuster primaverili, e le altre sale che cercano di pescare, tra i titoli nuovi, quello capace di tirare fino ad agosto. Il pubblico spesso è disorientato. Non riconosce gli standard della bassa frequenza, ed è confuso da molte proposte pressoché sconosciute che spariscono in un batter d'occhio. Il mercato sembra ingessato in attesa delle pellicole evento che in estate, proprio a causa del vuoto ambientale, rimbalzano con un eco molto più potente. Ma in questi momenti di attesa, perché non adottare una politica di saldi? Senza scomodare i massimi sistemi del perché il biglietto di un kolossal come Avatar debba costare come quello di un film marocchino (con tutto il rispetto). Ma semplicemente facendo un'operazione commerciale che in un periodo di minore affluenza possa promuovere dei titoli oggettivamente più deboli. Esattamente come l'industria dell'abbigliamento ad inizio gennaio o a luglio, o come la stessa industria dell'editoria musicale e libraria. Niente feste del cinema. No frills: sconti. Per gli spettatori di tutti i giorni, che in questi periodi tendono a sparire e che potrebbero avventurarsi anche tra le proposte minori.

Scritto da Piero Cinelli
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