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Una canzone per te: intervista al regista

Attualità, Interviste

20/05/2010

Un giorno da ricordare
Herbert Simone Paragnani
è al suo primo lungometraggio con Una canzone per te, in sala dal 28 maggio prodotto da Cattleya e Universal che ne è anche il distributore. Ma il giovane quarantenne è un cinefilo agguerrito con una carriera da sceneggiatore di tutto rispetto. Oltre ad avere diretto serie tv e il pilota di Donne assassine. Quando gli si chiede chi sono i suoi registi preferiti nomina Howard Hawks e Billy Wilder. E, infatti, afferma: “Mi piacerebbe nella vita fare tanti film di genere diverso, mi riterrò soddisfatto quando avrò fatto un western”. Intanto, ci racconta, il suo debutto.

Paragnani ad una prima occhiata il suo film potrebbe sembrare l’ennesima storia d’amore con toni da favola. In realtà si tratta di tutt’altro. Ci spiega meglio come nasce questo progetto? No non è così, confermo. Primo perché non si tratta solo di una storia d’amore ed anche perché la vicenda è impostata con un format poco italiano, nel senso che ci sono elementi sovrannaturali che solitamente non vengono molto presi in considerazione nel nostro cinema. In Una canzone per te c’è un ritorno indietro nel tempo, talmente importante che il film poteva anche chiamarsi: Una seconda possibilità. Il mio protagonista, Davide, sbaglia tutto in un determinato giorno della sua vita: compito in classe, la possibilità di entrare in una competizione di MTV chiamata New Talent, rischia la bocciatura e la sua ragazza lo vede in atteggiamenti equivoci con un’altra... insomma una serie di eventi nefasti dovuti alla sua immaturità concentrati in una giornata. Ma ad un certo punto gli viene data la possibilità di rimediare a tutto ciò tornando indietro e ricominciando da capo cambiando quel giorno da dimenticare. Dando una rotta diversa al suo destino. Tutto questo avviene attraverso uno strano personaggio che Davide non incontra casualmente ma questo lo scopriremo in seguito. Quando gli viene data questa seconda chance per lui le cose andranno ancora peggio che la prima volta, questo perché con le scorciatoie non si va avanti. Lui deve prima cambiare se stesso per ottenere quello che vuole. Deve cambiare il suo approccio alla vita, all’amore e alla musica dato che lui suona in una band e questa passione è uno dei centri della sua esistenza. Dopo avere fatto questo percorso troverà anche l’amore. Quindi penso che il film si stacchi dal filone giovanilistico da ‘lucchetti’ e ‘metri sopra il cielo’ perché contiene un elemento magico e la musica che non è intesa qui, solo, come colonna sonora ma come protagonista della vicenda. E’ la storia di un processo di crescita, sia umano che musicale, di Davide.

A questo punto i riferimenti che ci vengono in mente sono film come Ricomincio da capo, Sliding Doors... Assolutamente sì. Aggiungerei a quelli che avete nominato voi anche i vari Ritorno al futuro, io ho sempre amato molto quei film che in America chiamano college movie e che incrociano il sovrannaturale, o comunque un elemento che deroga e cambia la realtà, tenendo come personaggio principale uno studente che deve crescere e capire cosa può offrire la vita. In Ritorno al futuro è attraverso il rivedere la storia dei suoi genitori da giovani che Marty McFly - Michael J. Fox – capisce che scelte fare nella sua esistenza. Questo è un genere che mi diverte e mi fa riflettere e ritornando al nostro Paese aggiungerei che, a parte la serie Notte prima degli esami, non trovo che sia stato poi così indagato come sembra il mondo della scuola e degli adolescenti.

Davide però è giovanissimo quindi potrebbe anche non avere bisogno di ricominciare da capo per cambiare il suo modo di essere e gli eventi. Gli ha voluto dare una seconda possibilità che, a volte, la vita concede? Sì, c’è questo, principalmente, come messaggio. L’idea che sta alla base del film è di stare di fronte a se stessi con davanti una serie di grandi fallimenti che hanno sconvolto la tua esistenza e pensare che se avessi saputo prima alcune cose ti saresti comportato in maniera diversa. Questa è una mia fissazione. Molte volte mi sono ritrovato a pensare ma se in quel determinato momento della mia vita mi fossi comportato in questo modo o avessi detto sì invece che no... cosa sarebbe successo? Dove sarei ora? Quanto sarei diverso io? Chiaramente è una riflessione che mi viene soprattutto in relazione a decisioni che si sono poi rivelate negative e in maniera molto infantile penso: “Magari a quest’ora sarei già a Hollywood a lavorare con Spielberg”. E quindi portandomi dietro caratterialmente sempre queste fantasie ho pensato di raccontare questa storia, arrivando alla conclusione che non si deve solo sognare ma anche essere capaci di cogliere le occasioni e capire quali sono le risposte giuste. Opportunità che magari ci passano di fianco ma che in quel momento non vedi e se ne vanno... Per questo insisto sul fatto che Una canzone per te è una pellicola che parla del processo di crescita interiore, tanto che Davide potrebbe anche tornare indietro per una terza volta ma è lui che dice no. Lo fa perché ha capito che la vita gli sta aprendo altre strade e che ora tocca a lui cambiare.

Intitolandosi Una canzone per te quanta importanza ha e che tipo di musica c’è nel film? La musica è una dei protagonisti perché Davide si muove in quell’ambiente e il suo sogno, la sua realizzazione, sarebbe quello di fare il musicista di mestiere insieme alla sua band. Quindi nella pellicola c’è tantissima musica, molti giovani gruppi italiani ma anche tanti brani di repertorio come la P.F.M., Cat Stevens e moltissimi altri. Questo ci è servito perché Davide è un animale da palco ma non conosce la musica del passato. L’approccio superficiale che ha tenuto nella sua vita e nel suo volere essere un musicista non paga e grazie all’incontro con Lisa, una ragazza che gli fa da mentore, farà un viaggio attraverso la storia della musica. Per questo ci servivano pezzi attuali e brani storici. La colonna sonora è davvero fantastica, sono molto soddisfatto – grazie anche all’apporto di MTV – siamo riusciti a mettere insieme davvero un’ottima serie di canzoni. E’ uno di quei dischi che comprerei a prescindere dal mio ruolo nel film.

La colonna sonora sarà in vendita? Sì, uscirà più o meno nello stesso periodo del film, a fine maggio.

Come è andata con il cast e il resto della troupe? Benissimo, sono stato molto fortunato. Ho lavorato con le persone con le quali volevo lavorare e questo non è un privilegio da poco. Inoltre Emanuele Bosi che è Davide è perfetto, perché mi serviva un ragazzo bello, carismatico, quasi strafottente almeno all’inizio della storia e, soprattutto, uno che sapesse cantare e suonare. Emanuele canta e suona, quello che sentite nel film fatto con la sua band, i Nais Nois - sono Bosi e gli altri ragazzi che suonano con lui dal vivo. Stesso discorso per Agnese Claisse, lei è al suo primo film, che ha il ruolo di Lisa ed è una ragazza che suona e compone nella vita. Questo per me era fondamentale, mi servivano attori ma anche musicisti, performer, gente che conoscesse veramente la musica e sapesse realmente suonare e cantare.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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