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Un tuffo in piscina per imparare a vivere

Interviste

16/04/2009

Arrivato al suo ottavo lungometraggio, dopo una pausa creativa che lo ha visto aprire una libreria di cinema ed essere uno degli animatori del gruppo dei Centoautori, Giuseppe Piccioni ritorna con Giulia non esce la sera. E l'autore non rinuncia, come ha già fatto in film precedenti, a scandagliare la sfera privata dei personaggi che racconta con tanto di rimando metaforico alla società attuale. Interpretato da Valerio Mastandrea e Valeria Golino, stesso nome nella vita, stesse iniziali nei nomi dei loro personaggi nel film: Guido e Giulia. Il primo è uno scrittore di successo, che con il suo ultimo libro, 'Dettagli' - che tutti gli confessano di avere iniziato ma non finito - entra nella cinquina dei finalisti di un prestigioso premio letterario. Mentre è alle prese con gli impegni che la candidatura del suo romanzo comporta, inizia a frequentare una piscina e decide di imparare a nuotare, realizzando un desiderio che coltivava da tempo. La sua istruttrice di nuoto è Giulia, una donna tanto affascinante quanto ombrosa e indecifrabile. Tra i due nasce una relazione che da subito però rivela delle zone oscure. Perché Giulia nasconde un segreto, e un passato pesantissimo. A Roma per presentare il film regista e attori si confessano. Hanno discusso molto sulla sceneggiatura di questo film, e lo si capisce dal fatto che non hanno le stesse opinioni riguardo ai personaggi. Giulia non esce la sera è sicuramente una delle pellicole più personali di Piccioni, che come afferma lui stesso: "Nasce in seguito ad un momento in cui a livello creativo non sapevo che strada prendere. Proprio come il protagonista ho iniziato a frequentare una piscina e quello che mi ha colpito è l'atmosfera che si crea, la dimensione in cui sprofondi quando entri in acqua. A differenza di molti altri sport, il nuoto è solitario, non parli con gli altri e sei come scollegato con il mondo esterno. Questo ovviamente è solo l'incipit di tutta la storia che racconta poi il film, ma ci tenevo a dirlo, perché non vorrei che l'acqua fosse vista in senso analitico o simbolico, ma proprio come punto di partenza". Quanto è stato difficile mettere a fuoco uno scrittore, un intellettuale, il suo Guido Montani? "Abbastanza perché io e Federica Pontremoli - che ha scritto il film insieme a me - volevamo essere liberi al 100%. Non ci interessava raccontare l'ambiente letterario ma volevamo lasciarci andare nel parlare della vita segreta e nascosta di un artista. La vita di penombra e di tentativi sempre in bilico tra l'ambizione, il non riconoscerla fino in fondo, e il desiderio di vivere. E poi volevamo anche una totale libertà a livello visivo, mi riferisco a quando diamo vita ai personaggi che Guido crea con la sua fantasia di scrittore. La difficoltà consisteva nel non scadere in qualcosa di prevedibile, in un cliché, volevamo fare l'inaspettato".

 

 

Scritto da ADMIN
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