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Un Palmarès dal forte significato politico

Attualità

27/05/2013

Nel giorno dell'imponente corteo parigino di protesta contro la legge che ha approvato le nozze gay, il festival di Cannes premia con la Palma d'Oro La vie d'Adèle di Kekiche, una bellissima storia d'amore tra due donne. Steven Spielberg, Presidente della Giuria, nega con forza che si tratti di un verdetto politico, ma che il Premio è stato un riconoscimento artistico, per un film che "racconta magnificamente come si evolve una storia d'amore tra due persone". Al di là della coincidenza, che sicuramente non ha influito su questi due eventi, certo è che la Palma di questa peraltro notevolissima edizione del Festival non può non caricarsi di un fortissimo significato politico, sia per l'attualità politica del paese che la ospita, vista appunto la recentissima approvazione della legge che approva i matrimoni tra persone dello stesso sesso, che per lo sdoganamento ufficiale, sia artistico che tematico, di una storia d'amore omosessuale. Ma nonostante l'inevitabile lettura politica, non c'è stata nessuna polemica su questa premiazione, tra l'altro largamente annunciata dalla quasi totalità della stampa. Per il resto dei Premi non cè molto da commentare, a parte l'esclusione di La grande Bellezza del nostro Paolo Sorrentino. Unica nota dolente di un Palmarés complessivamente equilibrato. Sia per il Premio della Giuria assegnato a Inside Llewyn Davies dei fratelli Coen, una ballata folk dedicata agli artisti newyorchesi degli anni sessanta,  mentre il Premio della Giuria va al giapponese Like Father Like Son, storia di due bambini scambiati nella culla, e costretti all'età di sei anni a ricominciare una nuova vita con nuovi genitori. Sorpresa per i Premi agli attori, sia quello femminile assegnato a Berenice Bejo, protagonista della tragedia familiare di Le Passé di Asghar Farhadi che per quello maschile andato a Bruce Dern, anziano ed un pò suonato padre in Nebraska di Alexander Payne, che viene preferito al nostro Servillo ed a Miichael Douglas di Behind the Candelabra.

Scritto da Piero Cinelli
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