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Un giorno per caso Venti Sigarette di Aureliano Amadei

Attualità, Recensioni

06/09/2010

Ispirato alla sua storia personale come documentarista, il regista Aureliano Amadei porta sullo schermo il libro Venti Sigarette in cui racconta la tragica vicenda in cui si è ritrovato coinvolto in Iraq il 12 novembre 2003 quando un attacco kamikaze costò la vita a diversi soldati italiani di stanza nella cittadina mediorientale.

Il film ha un doppio valore: da un lato il racconto lucido e mai retorico di un testimone diventato biografo e regista della propria storia, dall’altro un’interessante e coinvolgente vicenda personale interpretata con grande talento da un buon gruppo di attori su cui svettano le interpretazioni dello straordinario protagonista Vinicio Marchioni, della solidamente seducente Carolina Crescentini e di un grande Giorgio Colangeli.

Venti Sigarette vuole essere un atto d’accusa nei confronti della ricostruzione di quanto accadde a quell’epoca e alla presunta verità che fu raccontata dai media in quelle circostanze. Sette anni dopo la memoria visiva di Amadei che sceglie Marchioni come alter ego, nel momento dell’attacco si sublima in una ripresa in soggettiva in cui lo sguardo dello spettatore coincide sia con quello del regista che quello del testimone oculare che ha pagato sulla propria pelle il prezzo della violenza e dell’orrore.

Al di là del valore documentario e della forza di un film che racconta la guerra in Iraq con forza, Venti Sigarette è molte altre cose raccontate in virtù della straordinaria forza espressiva degli attori che Amadei usa per coinvolgere lo spettatore sotto il profilo emotivo e drammatico. La suspense vissuta in certe situazioni e la percezione di un vero e proprio senso di minaccia e di orrore, fanno di questo film un progetto estremamente interessante in grado di intrattenere senza retorica e di raccontare senza perdere il ritmo, evitando di scadere nel didascalico.

Merito anche di Giorgio Colangeli che nei panni del documentarista Stefano Rolla, compagno di lavoro di Amadei in Iraq e vittima dell’attacco, restituisce al pubblico il senso di una scelta professionale difficile portata avanti con ironia, consapevolezza e un gusto etico per la complessità che l’attore rende con la consueta eleganza e stile.

Il méntore di Amadei perde la vita sullo schermo diventando l’icona di un giornalismo e di un documentarismo antieroici decisamente esemplari.

Il senso ultimo del film, però, viene comunicato allo spettatore grazie al grande lavoro di Vinicio Marchioni conosciuto fino ad oggi per la serie Romanzo Criminale. L’attore romano costruisce una performance attoriale sorprendente dove ironia e determinazione, senso dell’etica e umanità si confondono con fascino e coerenza.

Senza alcun timore o reverenza per l’essere diretto dallo stesso regista e protagonista della storia Marchioni trova una propria versione di Amadei stesso, sfuggendo alla tentazione dell’imitazione e resistendo al rischio della mimesi. Il viaggio di Marchioni è quello di un attore che rende credibile il personaggio prima e dopo la tragedia dell’attacco, in un’evoluzione possibile, declinata attraverso piccoli dettagli e grandi conflitti interiori.

Un processo interpretativo su cui si regge la credibilità emotiva di un film importante dove troviamo inoltre Carolina Crescentini nei panni della donna innamorata di Amadei che lo tratta da uomo e non da eroe, e che con la sua determinazione e il suo carisma domina la scena.

Sebbene imperfetto e con alcune tematiche lasciate aperte come quella del racconto falsato dai media e da alcuni superstiti di quanto accadde in quelle terribili ore, Venti Sigarette è un’altra bella sorpresa del cinema italiano a Venezia: un progetto originale dove l’opportunità dell’elemento biografico, viene tradotta in un percorso emotivo forte e coinvolgente e in cui l’elemento di novità è rappresentato dall’essere un film di denuncia, ma anche, al tempo stesso, un prodotto di entertainment destinato al grande pubblico.

 

Scritto da Marco Spagnoli
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