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Un giorno della vita, la parola ai piccoli protagonisti!

Attualità

11/01/2011

Arriva venerdì 14 gennaio nei cinema, distribuito dalla Iris Film, Un giorno della vita l’opera prima di Giuseppe Papasso che vede nel cast attori come Maria Grazia Cucinotta e Alessandro Haber.

Ma il vero protagonista del film è Salvatore un bambino di dodici anni che nella Basilicata del 1964 è un grande appassionato di cinema. E che a causa della sua divorante passione finisce in riformatorio.

Un amore che lo spinge a raggiungere ogni giorno in bicicletta, insieme agli amici Alessio e Caterina, il paese vicino al suo per poter assistere ai film di una saletta di terza visione. Salvatore deve poi affrontare quotidianamente l’ostilità di suo padre, un contadino comunista che vede come fumo negli occhi la passione del figlio. Un giorno, l’annuncio della vendita di un vecchio proiettore 16 mm fà nascere in Salvatore l’idea di creare un piccolo cinema. Il progetto però ha una falla: la mancanza assoluta di denaro. Salvatore acquista il proiettore sottraendo alle casse della locale sezione del Partito comunista i soldi raccolti tra i militanti per inviare una delegazione ai funerali di Togliatti. La felicità dei ragazzi dura poco: le faccende degli adulti, le beghe politiche del paese, andando a intrecciarsi con il loro ingenuo sogno, portano alla scoperta del furto di Salvatore… La parola ai piccoli/grandi protagonisti.

MATTEO BASSO nel ruolo di Salvatore

Tutto cominciò quando a scuola portarono dei volantini che pubblicizzavano i provini per il film Un giorno della vita. All’inizio non volevo partecipare ma la mia professoressa mi incoraggiò a presentarmi alle selezioni. Quel giorno il regista era impegnato, e gli assistenti che mi fecero il provino mi scartarono subito! In quel momento non rimasi male perché me lo aspettavo, in seguito però il regista mi confessò che, a Roma guardando i provini dei ragazzi che erano stati scartati, si accorse di me! Finalmente ero sul set. Il regista mi presentò gli attori qualche giorno prima di girare, così, prendendo confidenza, diventò per me molto più facile recitare. Tutte le mattine non vedevo l’ora di svegliarmi per andare a girare. Le riprese terminarono dopo un mese. Il solo il pensiero di allontanarmi da tutte le persone stupende che avevo conosciuto mi faceva stare male. Ma pian piano mi ripresi e tutto tornò alla normalità.

AMEDEO ANGELONE nel ruolo di Alessio

Ricordo che il giorno in cui feci il provino dopo una breve intervista venne il regista e mi disse che dovevo improvvisare una scena in cui  mi si era rotta la bicicletta; poi mi chiamarono in un’altra stanza e mi fecero provare un’altra scena. A fine giornata il regista convocò 15 ragazzi me compreso e ci disse che eravamo le persone più  probabili a essere scelte per il film. Il 22 giugno il regista mi confermò per il ruolo di Alessio. Ero felicissimo, mai stato così felice nella mia vita… Io nel film interpretavo la parte di un ragazzo molto furbo, vivace, viziato e anche un po’ ruffiano, che apparteneva ad una famiglia borghese… Il mio bersaglio preferito era Cesare il mio fratello Down. Trascorrevo la maggior parte del tempo con Caterina e Salvatore (i miei migliori amici), con i quali andavo spesso al cinema, la nostra unica passione! Il primo giorno che dovevo girare ero molto ansioso ma andò liscio come l’olio, non credevo che sul set c’erano tante persone.

ORAZIO CAMMAROTA nel ruolo di Cesare

Con questo film ho realizzato un sogno: quello di fare l’attore. Ho conosciuto per caso il regista Giuseppe Papasso che doveva girare un film in Basilicata. Io gli dissi che mi sarebbe tanto piaciuto partecipare a quel film. Finalmente, dopo un provino, mi comunicarono che avrei dovuto interpretare la parte di Cesare, un ragazzo che aveva un fratello prepotente che mi faceva un sacco di dispetti! Ero felicissimo, lo raccontai a tutti i miei amici, parenti, insegnanti. La mia mamma mi accompagnava la mattina nel paese dove giravamo le scene, non vedevo l’ora di arrivare, il cuore mi batteva forte. Che emozione vedere tutte quelle persone: mi truccavano, mi facevano cambiare i costumi e poi, il regista, a me e agli altri ragazzi faceva ripetere le scene più volte. Ho conosciuto attori famosi. Ho scoperto che si dice veramente: “azione!“, pensavo che fosse una parola inventata! Un poco mi sono sentito importante, non dimenticherò mai questa esperienza e spero che continui ancora perché recitare mi diverte e mi piace. Voglio ringraziare le persone che mi hanno fatto vivere questo sogno.

FRANCESCA D’AMICO nel ruolo di Caterina

Nel film Caterina è una bambina un po’ chiusa, che vive in campagna con sua madre. Con Amedeo e Matteo, gli altri due ragazzi protagonisti, ho legato molto e con loro ho stretto un’amicizia che continua ancora oggi nonostante viviamo in paesi diversi. La prima settimana io non ho girato però sono andata lo stesso sul set per vedere come si svolgevano le riprese. In poche parole io non avevo veramente idea cosa fosse un set quindi mi è stato molto utile andare a curiosare… io non sapevo nemmeno che una scena si girasse da più angolazioni! Ricordo con emozione la mia prima recitazione: la scena era drammatica: io nei panni di Caterina dovevo partire con mia zia e abbandonare il paese, ero ansiosa e come il mio solito, non sapevo muovermi, ero imbacciata. Ma sul set c’era un clima davvero bello e questa cosa mi tranquillizzò molto. E’ stato davvero emozionante conoscere Maria Grazia Cucinotta, un’attrice che io avevo visto due giorni prima fare la madrina al festival del cinema di Venezia e poi ritrovarmela davanti… un’esperienza irripetibile!!  Uno dei giorni che ricordo di più è stato il primo settembre: il mio compleanno. L’ho festeggiato in piazza con tutta la troupe ed è stato un compleanno speciale! Credo che questo film, con tutte le sue emozioni mi abbia aiutata a crescere.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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