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Un fantasista al potere. Intervista a Rocco Papaleo

Attualità, Interviste, Personaggi

15/10/2013

Dopo il grande successo di Basilicata Coast to Coast, Rocco Papaleo torna dietro alla macchina da presa per Una piccola impresa meridionale, divertente storia di un gruppo di persone le cui vicende personali ruotano intorno ad un faro in disuso che diventa il simbolo della possibile rinascita di ciascuno di loro, ma anche, forse, di qualcosa più grande di loro stessi. Una commedia che vede Papaleo circondato da attori di grande talento da Riccardo Scamarcio a Barbora Boboulova, da Sarah Felberbaum a Claudia Potenza “Sono il primo tra tutti ad avere nutrito sempre una grande aspettativa nei confronti di questo mio secondo film.” Osserva Rocco Papaleo “Se per Basilicata Coast to Coast mi ero lasciato andare in maniera un po’ incosciente, questa volta, invece, ho lavorato con maggiore consapevolezza. Il mio approccio è stato più ‘studiato’ e meno istintivo. Spero di essere riuscito non solo a ripetermi, ma magari anche a fare qualche passo in avanti. In un primo film, infatti, tu metti tutto il tuo trascorso, mentre qui sono voluto partire da zero e dopo avere valutato una serie di storie differenti.”

Che cosa lega questi due film, oltre, ovviamente il loro regista e protagonista principale?

Entrambi hanno lo stesso ‘sound’ e si basano su uno strano equilibrio tra dolcezza e divertimento, romanticismo e, forse, perfino un pizzico di poesia. Anche in questo film c’è un tentativo di lavorare su elementi comuni: la musica, la bellezza dei luoghi, la mia passione un po’ ingenua per i versi e storie in cui i sentimenti e le emozioni possano suscitare anche molte risate.  Credo che leggerezza e divertimento possano produrre una miscela molto sensuale.

Come ha scelto i protagonisti?

Così come per il primo film, non ho fatto dei provini: dopo tanti anni in cui bazzico l’ambiente del cinema, ho incontrato tantissimi colleghi e quindi già mentre scrivevo immaginavo dei ruoli con personalità che risultavano, in qualche maniera, familiari e pronte a restituirmi volti e caratteri di tanti amici incontrati in questi anni di lavoro.

Rocco Papaleo dirige Rocco Papaleo…

…e l’attore cerca di non creare problemi al regista. Del resto quando arrivo davanti alla macchina da presa conosco benissimo il personaggio che interpreto anche perché l’ho scritto io e quindi ho immaginato di lui tutto quanto è possibile. Ho trascorso molto tempo con lui e allora quando mi dirigo, conosco molto bene la strada che desidero intraprendere. Quando scrivo per me stesso i ruoli diventano inevitabilmente più complessi e, forse, perfino più riusciti.

Tornare a fare l’attore per altri è difficile?

No, affatto: essere un attore che fa anche il regista è una dicotomia che non mi dà alcun problema. Io mi sento come un “fantasista” che, sul campo di calcio, prova a fare cose differenti a seconda della necessità richieste dal gioco della sua squadra. Quando torni sul set degli altri ti senti più libero e un po’ più in vacanza. Capisci meglio le difficoltà degli altri e ti prende una grande simpatia per i registi. Soprattutto per quelli che non mi hanno mai voluto per i loro film. Ho compreso delle dinamiche che fino adesso avevo solo potuto intuire in cui scegli gli attori a seconda di esigenze molto particolari, ma continui ad apprezzare e ammirare molti di quelli che hai scartato. Diventare regista mi ha permesso di sfuggire ad alcune frustrazioni rispetto al non essere mai riuscito a lavorare con alcuni autori. Ho capito molto di più anche il mio lavoro.

Lei è un grande attore che ha sempre messo in mostra il suo talento per la commedia. Pensa che un ruolo drammatico, prima o poi, potrebbe arrivare?

Ho sempre fatto quello che mi veniva proposta al meglio: un attore, alle volte, può scegliere, altre no. Prendo molto sul serio il mio lavoro e cerco di sostenere al meglio chi mi ha scelto come attore. In futuro continuerò sempre così e se mi verrà offerto un ruolo drammatico in cui posso davvero credere, perché no? Io mi auguro di potere spaziare di più, ma dipende, certamente, dalle occasioni che ricevi. Per quello che mi riguarda provo sempre a cambiare: una cosa fatta è fatta, e per quanto possa essere riuscita, l’importante è potere cambiare.

Scritto da Marco Spagnoli
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