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Un concerto di emozioni quello di Radu Mihaileanu

Attualità, Conferenze stampa

02/02/2010

Il 5 febbraio distribuito dalla Bim arriva Il Concerto di Radu Mihaileanu, l’autore di Train de vie, con star russe del calibro di Aleksei Guskov e Dmitri Nazarov e la bellissima di Francia, molto intensa in questa ruolo, Mélanie Laurent (La Shosanna Dreyfuss di Bastardi senza Gloria). Un film pieno di emozioni, umorismo, un melodramma lo hanno definito alcuni e il regista è d’accordo in quanto ha affermato: “Io non mi vergogno mai delle mie emozioni, sono uno che dalla Romania mi sono trasferito in Francia e credo sia fondamentale non provare mai vergogna per quello che ci accade. L’importante è ricevere e dare emozioni nella vita. Questo è il cinema che amo, questo è quello per cui vivo. L’altro elemento fondamentale che mi contraddistingue è l’umorismo l’arma che abbiamo in pugno per sconfiggere la atrocità che la vita ci riserva”. Il Concerto racconta la storia all'epoca di Brežnev, di Andreï Filipov (Guskvo), il più grande direttore d'orchestra dell'Unione Sovietica che dirige la celebre Orchestra del Bolshoi. Ma viene licenziato all'apice della gloria quando si rifiuta di separarsi dai suoi musicisti ebrei, tra cui il suo migliore amico Sacha (Nazarov). Trent'anni dopo lavora ancora al Bolchoi, ma… come uomo delle pulizie. Una sera Andreï si trattiene fino a tardi per tirare a lustro l'ufficio del direttore e trova casualmente un fax indirizzato alla direzione del Bolshoi: è del Théâtre du Châtelet che invita l'orchestra ufficiale a suonare a Parigi… All'improvviso, Andreï ha un'idea folle: riunire i suoi vecchi amici musicisti, che come lui vivono facendo umili lavori, e portarli a Parigi, spacciandoli per l'orchestra del Bolshoi. È l'occasione tanto attesa da tutti di potersi finalmente prendere una rivalsa… Come mai lei che viene dalla Romania è così attratto dalla cultura russa mentre solitamente assistiamo ad un repulsione da parte di questi paesi per l’ex-Unione Sovietica? “E’ vero che molte persone dell’Est hanno dei problemi a realazionarsi con i Russi, ancora oggi. Ma secondo me occorre distinguere le persone, la cultura, il popolo dalla dittatura che si è imposta durante l’Unione Sovietica. La cultura russa rimane una delle più grandi del mondo e io ne sono estremamente affascinato. Come da quella francese, infatti ne Il Concerto, confluiscono insieme. Il mio non è un film anticomunista è un film contro tutte le dittature. Quello che mi interessava raccontare era il sogno che vogliono realizzare i miei personaggi russi che sono stati messi al bando dalla società. In qualche momento della nostra vita, siamo tutti stati messi alla prova e "al tappeto", come si dice nel pugilato. È molto difficile rialzarsi ed è proprio questo che i miei personaggi tentano di fare. Cercano innanzitutto di ritrovare l'autostima e poi di rimettersi in piedi e di tornare a essere degli esseri umani con una dignità. Per ritrovare un'armonia suprema, anche solo per un secondo, per il tempo di un concerto, e per dimostrare a se stessi che hanno ancora la forza di sognare e di stare in piedi. È una piccola vittoria sulla morte, che ci spia da dietro le quinte”.

E per combattere la  morte che ci guarda sempre da dietro le spalle che lei usa moltissimo l’umorismo? “L'umorismo che preferisco è quello in reazione alla sofferenza e alle difficoltà. Per me, l'ironia è un'arma gioiosa e intelligente, una ginnastica della mente, contro la barbarie e la morte, un modo per spezzare la tragedia che ne è la sorella gemella. Di fatto, nel film, l'umorismo deriva da una ferita che si è aperta trent'anni prima, nell'Unione Sovietica di Brežnev. A quell'epoca, i personaggi sono stati umiliati e messi al tappeto. La loro volontà di rialzarsi e di riconquistare la dignità si esplicita anche attraverso l'umorismo. Al di là della loro tragedia, i protagonisti di Le Concert trovano la forza di portare fino in fondo i loro sogni, grazie all'ironia. A mio parere, è la più bella espressione dell'energia vitale”. “Il mio film - conclude il regista - è la riscoperta da parte dei miei personaggi della loro dignità, che le era stata tolta, e loro se la sono voluti riprendere insieme all’autostima per ripartire e ricominciare a vivere. Siamo in una società super individualista e questo mi pare un punto fondamentale della storia. La nostra dignità la troviamo rapportandoci con gli altri ecco perché la mia scena finale durante il missaggio ho capito che questa metafora è insita anche nella scelta stessa del concerto che occupa la parte finale del film, il Concerto per violino e orchestra di Čajkovskij. Secondo me, alla base dell'attuale crisi, c'è proprio il rapporto tra il singolo e la collettività. Oggi constatiamo che abbiamo raggiunto il massimo grado di individualismo e che gli esseri umani si sentono in una situazione precaria rispetto al mondo: vorrebbero mantenere i diritti fondamentali dell'individuo, tornando tuttavia a una società più solidale. E mi sono reso conto che quel concerto di Čajkovskij non potrebbe essere armonioso se il violino e l'orchestra non fossero complementari. Se il violino non suona bene, l'orchestra va per conto suo e viceversa, i due elementi sono indissociabili. La crisi dimostra con forza l'importanza di questo binomio: il legame tra individuo e collettività deve essere molto solido e, per trovare l'armonia e il benessere, bisogna cercare di suonare il più possibile all'unisono”.

Dopo il successo ottenuto in occasione della IV edizione del Festival di Roma, oggi 2 febbraio alle ore 22, presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, Radu Mihaileanu, regista del film Il Concerto (Le Concert), sarà protagonista di un incontro con pubblico e stampa. Il regista rumeno sarà intervistato dalla giornalista Barbara Palombelli. L’evento è a cura della Fondazione Cinema per Roma in collaborazione con Bim.  L’incontro con il regista di Train de Vie si svolgerà nella Sala Petrassi e verrà preceduto, alle ore 20, dalla proiezione in anteprima del film Il Concerto (versione in lingua originale con sottotitoli in italiano). I biglietti, al costo di 6 euro, sono in vendita presso la biglietteria dell’Auditorium Parco della Musica (dalle ore 11 alle ore 20).

Scritto da Nicoletta Gemmi
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