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Un amore in America. Il giorno in più di Massimo Venier

Attualità, Recensioni

07/07/2011

(Riccione) 01 distribution ha presentato in un’anteprima riservata all’industria cinematografica il nuovo film con protagonista Fabio Volo. Il giorno in più tratto dal romanzo scritto dallo stesso attore bresciano che ha venduto oltre un milione di copie, uscirà al cinema ai primi di dicembre.

Una pellicola coraggiosa, perché prova a ‘invadere’ il terreno della commedia romantica anglosassone, sfruttandone, per certi versi, atmosfere e ambientazioni, ma senza mai perdere di vista la sua identità e le sue caratteristiche molto italiane.

Protagonista è un personaggio interpretato dallo stesso Volo in maniera seria, contenuta e molto apprezzabile, sfuggendo alla tentazione, ammesso che vi sia mai stata, di andare sopra le righe e di trasformarsi in maniera troppo repentina in un eroe romantico.

Invece, il tono complessivo del film è quello di una commedia agrodolce in cui un uomo incapace di amare davvero le donne, subisce una sorta di educazione sentimentale forzata grazie all’incontro con una sconosciuta portata sullo schermo da un’Isabella Ragonese particolarmente bella e, come sempre, molto brava.

Uno scontro di intelligenze e di personalità opposte che nato per caso, in maniera improbabile, ‘sfida’ il destino gettando le basi per qualcosa che, in un finale aperto, potrebbe trasformarsi in una relazione diversa da quanto visto fino a quel momento.

Una pellicola interessante sotto il profilo del mercato cinematografico, perché dimostra le possibilità di Volo di diventare una sorta di equivalente nostrano di Hugh Grant, in grado di portare in dote ai suoi personaggi un’interessante mescolanza di fascino, intelligenza e buon senso. Ed è questo approccio sensato ed originale a rendere la storia d’amore tra un analista di mercati e un’aspirante editrice di libri particolarmente intrigante: un film senza digressioni e senza concessioni eccessive in cui tutto è focalizzato per raccontare ed esplorare l’insolito confronto tra un uomo e una donna dove del primo sappiamo tutto o quasi, mentre, rispetto alla seconda, restano tante ombre che solo il protagonista, pian piano, potrà provare a far diradare.

Un rapporto fatto di sesso e cortesia, di divertimento e goliardia, di cinismo e voglia di fare piazza pulita di luoghi comuni e tradizioni insostenibili, in un pacato crescendo di emozioni in cui il pubblico si ‘innamora’ anch’esso dei personaggi, grazie alle tante battute, alle ambientazioni newyorkesi della seconda parte del film, della presenza carismatica di tutto il resto del cast a partire da Stefania Sandrelli e Lino Toffolo.

Il giorno in più che prende il titolo da quale differenza possa fare anche quello che è relativamente poco tempo nell’ottica del rapporto tra un uomo e una donna, avrebbe, forse, meritato una maggiore essenzialità narrativa, più in linea con lo spirito dei suoi protagonisti. Qualche minuto in meno sottratto ad alcuni dei momenti un po’ ridondanti avrebbe significato una maggiore efficacia sul piano emotivo per una storia d’amore sui generis dove nulla è dato per scontato e niente è certo fino alla fine.

A beneficiarne, in compenso, è la ricchezza visiva di un film ambientato tra l’Italia e gli Stati Uniti di cui Volo è il trait d’union portando sullo schermo un uomo non immediatamente simpatico per cui l’ossessione della privacy va di pari passo con una ricerca di qualcosa che abbia un significato qualcosa per la sua vita, riuscendo, davvero ad emozionarlo. Una posizione ammirabile e non da poco, in un’epoca anestetizzata, non solo al cinema, dalla possibilità di replicare all’infinito le proprie granitiche illusioni fondate sulle convenzioni, ma, ancora più spesso, sulla facile opportunità.

Una commedia romantica e intelligente che rappresenta un primo riuscito passo verso la traslazione e non la traduzione di un nuovo genere da innestare nel nostro cinema in cui Volo torna protagonista di una storia di una coppia contemporanea a quasi dieci anni di distanza dall’uscita di Casomai di Alessandro D’Alatri.

Scritto da Marco Spagnoli
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