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Un altro mondo possibile

Attualità, Recensioni

11/05/2012

Esce in Italia uno dei titoli più ‘acclamati’ dal Sundance 2011: un film che arriva nel nostro paese a breve distanza da Melancholia di Lars Von Trier e che con il lavoro del regista danese ha in comune un evento astrale anomalo e la medesima cornice fantascientifica che si riflette sulla dimensione esistenziale delle vite dei protagonisti.

Un’altra Terra è una riflessione lirica sul dolore e sulla speranza di una seconda possibilità. Un viaggio intimo e personale dall’abisso del nulla verso un cielo inesplorato in cui il mondo può essere diverso e, forse, perfino migliore.

La storia è, infatti, quella di una ragazza appena uscita di prigione per avere, da adolescente, sterminato involontariamente una famiglia guidando ubriaca. Dilaniata dai sensi di colpa che hanno offuscato qualsiasi possibilità di una vita normale, prova ad avvicinarsi all’unico superstite, il padre, brillante concertista, svegliatosi dopo mesi e mesi di coma. Non riuscendo a trovare le parole per scusarsi, la ragazza si spaccia per donna delle pulizie in cerca di lavoro e pian piano inizia a vivere quasi quotidianamente con l’uomo di cui avverte fortemente il fascino e che, lentamente, inizia ad accorgersi della sua presenza. Sullo sfondo di tutto questo, l’arrivo nei cieli di un pianeta in tutto e per tutto simile alla Terra che rappresenta un vero e proprio enigma non solo per la comunità scientifica, ma anche per l’intera umanità.

Mentre la ragazza protagonista del film interpretata da un’interessante Brit Marling cammina da sola per il Connecticut ghiacciato, si tenta di stabilire un contatto con quella che viene chiamata affettuosamente e con un pizzico di snobismo “Terra 2”, dove scopriamo che esiste un mondo uguale al nostro e dove gli altri sono come noi, nel senso che l’intero pianeta è un duplicato di quello che noi conosciamo con persone che hanno vissuto, almeno per un po’, la nostra stessa vita.

La giovane che ha partecipato ad un concorso indetto da un miliardario per un viaggio con lo shuttle alla scoperta del nuovo mondo, si trova, costretta dagli eventi, a decidere se partire o meno, cercando di raccogliere i frammenti della propria esistenza e provare a sopravvivere a se stessa e a ciò che ha fatto. Un viaggio di sola andata verso una nuova esistenza e verso un altrove che dia un senso ad un presente altrimenti deprivato da ogni prospettiva.

Un’altra Terra è un film estremamente interessante e riuscito: una produzione indipendente che riflette su un fatto tragico, ma banale, cui la deriva fantascientifica della storia dona una prospettiva interessantissima e originale giocando con lo spettatore e riflettendo su possibilità nuove sul piano personale ed esistenziale.

L’atmosfera gelida del film, il suo montaggio nervoso, lo sguardo sul mondo di una ragazza che ha visto la sua vita spezzarsi con quella delle persone che ha ucciso, conducono lo spettatore alla scoperta di una narrazione intelligente in cui l’elemento nuovo, ovvero l’arrivo di un altro pianeta, coincide con il concretizzarsi di una speranza e di una nuova possibilità.

Come in Moon la fantascienza non serve per raccontare mondi lontanissimi, ma per avvicinarci ancora di più a noi stessi, scoprendo aspetti nuovi dell’animo umano messo dinanzi a possibilità inimmaginabili nella nostra realtà e che eppure aprono interrogativi personali e filosofici estremamente interessanti e coinvolgenti, amplificati da un finale a sorpresa che mette tutto quello che abbiamo visto e creduto di vedere fortemente in discussione e dando a ciascuno di noi il compito di trovare la soluzione per questo film interessantissimo.

Ricordiamo che Un'altra Terra, titolo originale Another Earth, uscirà il 18 maggio in Italia per la 20th Century Fox.

Scritto da Marco Spagnoli
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