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Un altro mondo è possibile! Parola di Silvio Muccino.

Attualità, Interviste

20/12/2010

“E il mio About a Boy nell’era di Obama”, afferma Silvio Muccino a proposito del suo secondo lungometraggio, Un altro mondo, diretto, scritto e interpretato da colui che oramai ci sembra stonato chiamare Muccino Jr. Il ragazzo è cresciuto, il film lo dimostra e anche lui ci è sembrato diverso, più sicuro di sé e con una storia solida, estremamente ben diretta, costruita e recitata. Merito ovviamente anche del cast, Isabella Ragonese, Maya Sansa, Flavio Parenti e il piccolo fenomeno Michael Rainer Jr., della montatrice Cecilia Zanuso, della fotografia a cura di Marcello Montarsi e, ovviamente, della collaudata collaborazione con Carla Vangelista. Come Parlami d’amore anche questo film è tratto dall’omonimo libro delle scrittrice e con lei Muccino ha scritto la sceneggiatura. Circa un anno e mezzo di lavoro.

La storia di Andrea (Muccino) un ragazzo ricco che, apparentemente ha tutto, una bella fidanzata (Ragonese), una magnifica casa e una madre (Greta Scacchi) che lo mantiene. Pieno di amici, tutti facoltosi come Tommaso (un sempre eccellente Flavio Parenti), con cui vive tra party, viaggi e una esistenza senza problemi. Ma questa è solo la superficie. In realtà Andrea è cresciuto senza padre che se ne è andato quando lui era piccolo, la sua ragazza soffre di bulimia e questo benessere lo sta soffocando. Un giorno arriva una lettera. E’ del padre. Il quale gli dice che sta morendo e se può raggiungerlo a Nairobi. Andrea va e oltre a dovere affrontare la morte del genitore scoprirà di avere un fratellino di colore, Charlie (Rainer Jr.) che il padre ha avuto con una donna anche lei deceduta. Da lì parte il viaggio di formazione per tutti quanti...

Muccino che cosa l’ha attratta di questa storia per niente semplice da trasporre al cinema e, a volte un altro mondo, serve per scoprire chi si è veramente? “Partendo dalla fine della domanda – afferma l’attore – rispondo assolutamente sì. Non c’è sempre bisogno di andare in Africa per capire cosa non va nella tua vita e cosa devi fare perché si evolva una situazione che non ti sta più bene. Un altro mondo può essere anche uno stato interiore. In questo caso preciso il film mi ha offerto l’opportunità di fare una fotografia molto contemporanea del Paese che ha dato le origini ad Obama ma anche del nostro. Io non so se sono un regista o un attore e se la mia carriera continuerà con questo doppio ruolo. Quello di cui sono sicuro è che io mi innamoro profondamente delle storie e se queste penso siano adatte al cinema mi ci dedico con tutto me stesso e cerco di raccontarle al meglio. Sono passati tre anni dal mio primo film. Non penso che sia tanto tempo, ma nemmeno pochissimo. Io non riesco a seguire più progetti contemporaneamente. Mi innamoro di uno e lo coccolo, non lo mollo un istante, fino a che non è terminato”.

Michael Rainer Jr. è una forza della natura, è straordinario. Dove l’ha trovato? “Questo è stato il vero colpo di fortuna del film. – afferma Muccino – Michael è un talento nato. E dato che chiunque faccia film sa quanto è difficile lavorare con i bambini con lui è stato non solo facilissimo ma è stato anche il motore che ha fatto capire a me che potevo superare i miei dubbi, le mie insicurezze e realizzare questa storia. L’ho trovato per caso, se il caso esiste... lui ha fatto un video di Tiziano Ferro dove girava per New York senza dire una parola e illuminava tutta la scena. Un colpo di fulmine. Ho scoperto la nuova Dakota Fanning al maschile”.

Secondo film. Un passo in avanti sicuramente rispetto al primo. Possiamo anche limitarci a riferire questo complimento al linguaggio cinematografico ma c’è anche molto altro. Cosa la preoccupava maggiormente? “Tutto. Ero sicuro di imbarcarmi in una avventura piena di rischi. Non ero affatto certo che sarei stato io l’attore più adatto per interpretare Andrea; avevo a che fare con un bambino e io non è che abbia molta esperienza; è un film costoso, visto che è girato tra il Kenya e l’Italia; è tratto da un libro che non volevo snaturare... Poi, quando abbiamo iniziato a girare e ho cominciato a relazionarmi con Michael, tutto è svanito. Perché lui  - essendo un bambino – ha fatto sì che la vita prendesse il sopravvento sulle paure. Nel mio primo film ero ossessionato dal controllo. Qui no, non era possibile, a volte si improvvisava e poi con lui al fianco gli eventi semplicemente accadevano. E così io mi sono sentito sempre più spalla e meno protagonista, non solo nei confronti del personaggio di Michael, ma di tutti quelli del film... e questo mi ha permesso di dimenticarmi di me”.

In tutti e due i suoi film i personaggi affrontano un percorso di formazione. Partono in un modo e poi cambiano... “Giusto! Perché questo è quello che mi interessa raccontare. Mi interessano i processi di crescita, forse, perché lo sto facendo su me stesso. Ma solitamente voglio raccontare le esistenze di persone che crescono e si evolvono. Alcuni hanno paura di farlo, alcuni si rifiutano di guardare le proprie ferite, altri affrontano i cambiamenti e scoprono ‘un altro mondo”. Tra i miei film di riferimento, che ho amato alla follia, e che porto sempre con me c’è Gente comune di Robert Redford, per darvi un’idea. Oppure Magnolia, di cui Carla Vangelista ha curato l’adattamento italiano”.

La colonna sonora, a cura di Stefano Arnaldi, è veramente notevole. Ma c’è un brano che pensiamo abbia un significato particolare nella sua pellicola ovvero Secret Garden di Bruce Springsteen... “Embé, ci dice Muccino, vi dico solo che ancora prima di iniziare a girare avevo in mente il trailer con quella canzone di fondo, che mi ha accompagnato per tutte le riprese. I motivi sono: uno, che ‘il giardino segreto’ è quello che ogni personaggio porta dentro di sé, e per alcuni fiorirà per alcuni no. Anche dopo un grande dolore quando i tuoi fiori nascosti sono appassiti possono riprendersi e diventare più belli di prima. Secondo ho un grande amore per Springsteen e per quella canzone in particolare che avevo sentito anche in Jerry Maguire. La cosa più buffa è stata che per avere i diritti ho cercato dei contatti con quelli della casa discografica, la Sony, e dopo tanto cercare mi hanno dato una mail... a quel punto io e Carla, una sera ci siamo messi lì e abbiamo iniziato: “Dear Bruce...” e poi continuavo con una serie di suppliche, allegando alla mail la scena in cui avrei usato il suo pezzo. Non so cosa abbia pensato, so solo che tre settimane dopo mi è arrivata la mail di risposta con scritto: “OK!” Un grande, come sempre!”.

Il fatto di uscire a Natale la spaventa? “Sì, perché il film non è affatto stato pensato per una uscita natalizia. Io non l’avrei mai immaginato e nemmeno ci pensavo. Tanto che quando i distributori me lo hanno proposto io gli ho detto: ‘Ma siete pazzi?’. Poi loro mi hanno detto che poteva essere un film alla Frank Capra, La vita è meravigliosa... vabbé, non ridete perché questi paragoni sono sempre imbarazzanti. Quello che posso dire è che Un altro mondo è un film che riscalda. Le sue intenzioni sono quelle di aprire i cuori, quindi spero che il periodo natalizio gli sia propizio. Ho fatto anche la rima...”.

Vi ricordiamo che Un altro mondo esce mercoledì 22 dicembre in 300 copie distribuito da Universal Pictures e prodotto da Cattleya. Durante le riprese a Nairobi, Silvio Muccino ha conosciuto il Dottor Gianfranco Morino che da anni gestisce un ospedale pubblico presso una baraccopoli di Nairobi. Molte iniziative legate al film, come un libro per bambini che ha scritto la stessa Vangelista i cui ricavati andranno interamente all’ospedale, hanno il fine di aiutare il World Friends Onlus.

Chi ne volesse sapere di più: www.world-friends.it

Scritto da Nicoletta Gemmi
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