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Ultimo giorno per i film in concorso al 27 FESTROIA

Attualità

10/06/2011

SETUBAL. L’attesa dei premi è per sabato notte. Due i film giá visti e scritti da altri Festival: “Just between us” (Solo tra noi) del croato Rajko Grlic (1947); “Home for Christmas” (Natale a casa) del norvegese Bent Hamer (1956). Restano il buio e visionario “Tirza” dell’olandese Rudolf van den Berg (1949) e lo scatenato “Napapiirin sankarit” (Odissea in Lapponia) di Dome Karukoski, finlandese nato a Cipro nel 1976. Il primo, girato in Namibia, ma a parte le baracche dei diseredati si vede molto poco del paese, s’incentra sul rovello di Jorge, disturbato dall’ex moglie e preoccupato dalla fuga di Tirza, la figlia adolescente salita sulla moto di un amico e partita per il deserto. L’ordine cronologico del racconto è soltanto un’opzione. Jorge parte per il deserto con la foto della figlia, incontra e fa tandem con una bambina di colore, beve molto. Altre immagini esprimono il suo rifiuto dell’amicizia di un ragazzo arabo per Tirza, musicista che lui ritiene terrorista, mescolate con altre da tragedia greca. Girato in larghissima parte in interni bui, con scene generalmente notturne delle bidonville, lascia vedere qualche volta paesaggi che sembrano un insulto alla solaritá, alla bellezza e ai colori della Namibia. Accattivante, invece, il quarto film di Karukoski che lui definisce una commedia nera. Non proprio di questo si tratta, né inizia nel migliore dei modi. E’ la cronaca della notte brava di tre giovanotti dalle parti di Rovaniemi, oltre il Circolo Polare Artico, d’inverno. Janne vive di sussidi, sta con Inari,una ragazza attiva, e dovrebbe cercarsi un lavoro. Quando lei gli dá 50 euro per poter ricevere il digitale terrestre, lui se li beve con gli amici che poi porta in casa. Lei li mette alla porta. Se il mattino dopo non avrá l’apparecchio, sará rottura. Da qui la storia On the Road, picaresca e giovanilista, che mostra il lento cambio dei tre che s’inventano tutti i mestieri pur di recuperare almeno 50 euro. Niente di eccezionale, ma un racconto fluente, situazioni divertenti, e un finale che sembra preso da una favola. Buono il ritmo narrativo, simpatica la vita come gioco e come avventura (almeno per una notte), riuscite le riprese tecniche in temperature polari.

Scritto da Renzo Fegatelli
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