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Twice Born: ‘Melodramma in un teatro di guerra’

Attualità, Conferenze stampa, Interviste

05/11/2012

Una grande storia d’amore. Questo è Venuto al mondo per la regia e l’interpretazione di Sergio Castellitto, tratto dall’omonimo romanzo della moglie Margaret Mazzantini, che vede protagonisti: Pénelope Cruz, Emile Hirsch e Pietro Castellitto, figlio dei due autori.

Un melodramma in grande stile ambientato in un mondo assurdo, perduto, che inizia negli anni ’80 e ha il suo apice durante l’assedio di Sarajevo nella guerra nell’ex Jugoslavia di vent’anni fa. Una delle più disastrose ed immense tragedie, dimenticate dalla maggior parte dell’umanità, nonostante sia avvenuta a due passi da casa nostra e pochissimo tempo fa.

Dicevamo melodramma perché in Venuto al mondo ci sono tutti i ‘fondamentali archetipi dell’esistenza umana’, come afferma Sergio Castellitto: un grande amore, la sua fine, l’ossessione per un figlio che non arriva, la guerra, la violenza, la morte, la vita, la rinascita…

Per la trama dettagliata del film vi rimandiamo alla nostra scheda. Intanto per promuovere questo progetto davvero impegnativo sotto tutti i punti di vista: economici, di narrazione e personali abbiamo incontrato Sergio Castellitto, Margaret Mazzantini, Pénelope Cruz, Pietro Castellitto accompagnati da due attori di Sarajevo, la splendida e giovanissima Saadet Aksoy che nel film è Aska e Adnan Hasković che è Gojko.

La versione di Venuto al mondo che abbiamo visto è parlata in italiano, inglese e slavo. Ovviamente uscirà doppiata ma ci tiene il regista a ribadire: “Per me il film è questo, perché la storia necessitava di essere girata così, quindi Venuto al mondo andrebbe visto con i sottotitoli e con tutte le lingue che intervengono nel racconto. Detto questo, ho visto la versione doppiata, ne sono molto orgoglioso perché è stata fatta da attori di grande talento”.

Pénelope Cruz lei è Gemma, possiamo dire la protagonista del film, anche se la vicenda narrata coinvolge tanti altri personaggi. Però lei è il cuore di quello che scaturisce ed è la seconda volta che lavora con Castellitto dopo Non ti muovere. Come è stata coinvolta? “Quando Margaret ha scritto il libro me lo ha immediatamente inviato e come per Non ti muovere ho sentito la necessità che questa epopea così straordinariamente scritta diventasse un film. Anche se la storia è inventata, i fatti che avvengono sappiamo che sono successi realmente e quindi per me era urgente raccontarla a tutti. Loro mi hanno chiamato per impersonare Gemma, il sì era inutile pronunciarlo – non avrei mai rinunciato a questo ruolo - e lei è diventata la mia ossessione. Poi mi ha assalito il dubbio di come potessero mantenere la potenza di questo romanzo – che è di 600 pagine – in una sceneggiatura. Quando mi è arrivato il copione non ho avuto più alcun dubbio, c’era tutto l’essenziale. In tanti mi chiedono se da quando sono diventata mamma ho capito meglio il personaggio di Gemma. Direi di no. Perché io avevo già detto di sì prima che nascesse mio figlio. Penso che questa storia sia universale, è per tutti. Chiaramente la maternità mi ha aiutato, maggiormente, a rendermi conto che cosa significhi per una donna che vuole assolutamente un figlio non poterlo avere. Ma Venuto al mondo è molto di più di una ossessione, è una straordinaria storia d’amore, uno di quegli amori che forse capitano una sola volta nella vita e non è detto, però anche molto sfortunata perché c’è la guerra. E quando c’è la guerra, la morte, la malattia, la violenza, l’amore sopravvive ma prende strade diverse da quelle che uno vorrebbe. Ci sono tante frasi del libro che mi hanno colpito, se devo sceglierne una è quando Gemma dice: ‘Voglio un lucchetto di carne”, con questa frase intende che vuole un figlio perché quell’essere umano – secondo la sua visione dell’amore – le garantirà di non perdere questo immenso, pieno, tenerissimo amore che le ha regalato la vita. A lei che, invece, avrà un’esistenza durissima”.

Margaret Mazzantini lei ha scritto il libro e in seguito la sceneggiatura insieme a suo marito. Come è andata? “Per me scrivere è sempre andare incontro all’ignoto, all’inconscio, inizio e poi il tutto prende vita. Non è mai piacevole per uno scrittore vedere il proprio lavoro dimezzato, è come se ti uccidessero alcuni tuoi amori. Ma è necessario. Quindi anche se non ne sei contento lo fai e se poi lo fai con la persona che ami e con la quale condividi la tua vita, ancora meglio… Io e Sergio siamo molto diversi, ma abbiamo la stessa visione del mondo”.

Sergio Castellitto, Venuto al mondo è senza ombra di dubbio il suo film più impegnativo, sotto ogni aspetto… che ci racconta? “Sono stati due anni dove sono passato dalla disperazione alla esaltazione ma sono sempre stato felice. Vorrei dirvi proprio la verità, questo film per me è stata un’avventura umana, dove ognuno di noi, dagli attori alla troupe ha messo parte della sua vita. E’ facile capire che per me, Margaret e Pietro è parte anche della nostra vita privata. Questo progetto nasce che Margaret era incinta di Pietro, poi la guerra nella ex-Jugoslavia ha covato dentro di lei per dieci anni, nel frattempo era già nato nostro figlio, e in seguito è nato il romanzo e ora il film. Venuto al mondo è una storia d’amore. La vita è un buco che crea altri buchi e che noi riempiamo con l’amore: per un’altra persona, per un amico, per i figli… Ma è l’amore che colma il vuoto che sentiamo nelle nostre esistenze. Avendo poi come sfondo una guerra realmente avvenuta ho tagliato tutto quello che per me era superfluo, in maniera chirurgica. Volevo che ogni scena fosse depositaria di un senso, tralasciando tutto il resto. Mi affido completamente con Venuto al mondo all’intelligenza emotiva del pubblico. Perché in questo film ci sono troppi argomenti e, allora, vorrei che ogni spettatore, che non credo abbia partecipato alla guerra nell’ex-Jugoslavia, guardi il film e ritrovi qualcosa della sua vita e se lo porti via con sé”.

Pietro Castellitto, nel film figlio di Gemma, ma non è realmente figlio suo, lo è invece, di Sergio e Margaret come ha vissuto questo cortocircuito? “Non è stato semplice. Il ruolo che interpreto che porta anche il mio stesso nome è simbolicamente e realisticamente ‘pesante’, ‘impegnativo’. Ho cercato di fare del mio meglio. Ho cercato di contribuire alla consacrazione di un sodalizio che so essere importantissimo per mio padre Sergio e per mia madre Margaret”.

Venuto al mondo arriverà nei cinema, giovedì 8 novembre, in 350 copie, distribuito da Medusa Film.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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