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Cinema & Televisione al Lido di Venezia

Attualità, Recensioni

06/09/2011

L'integrazione tra cinema e televisione entra nel programma della mostra

 

La Talpa diretto da Thomas Alfredson regista svedese di una certa esperienza e balzato all’attenzione internazionale grazie al vampiretto di Lasciami entrare, è solo l’ultima prova del legame tra il cinema di qualità e la grande televisione di questi ultimi anni.

Basato sul romanzo di John Le Carrè il film presentato con grande successo al Festival di Venezia è stato inevitabilmente influenzato dalla straordinaria miniserie con protagonista Sir Alec Guinness nel ruolo di George Smiley, l’ex dirigente del Servizio Segreto britannico ormai in pensione e in disgrazia richiamato in servizio per fare piazza pulita dell’informatore segreto, la ‘Talpa’ del titolo italiano che sta mettendo in ginocchio le operazioni dell’MI5.

Chi può essere, dunque, il traditore? La scelta sta tra i vari personaggi chiamati in codice ‘tinker, tailor, soldier, spy’ come nella filastrocca che costituisce il titolo originale ovvero ‘lo stagnino, il sarto, il soldato e la spia” interpretati nella miniserie del 1979 da Ian Richardson e Hywell Bennett e oggi portati sullo schermo, tra gli altri, da Colin Firth e Tom Hardy. Il ruolo di Alec Guinness che lo stesso straordinario interprete riprese nel meno fortunato ‘Tutti gli uomini di Smiley’ appartiene oggi a Gary Oldman, un attore di enorme talento che ha sempre dimostrato una grande devozione per gli interpreti inglesi degli anni Settanta e, in particolare, per quello che lui considera come il suo ‘maestro’ Malcolm McDowell.

Grande cinema basato su un romanzo di enorme successo sublimato trenta anni fa in una serie che secondo l’estetica di oggi, potrebbe risultare forse un po’ lenta e ingenua, ma certamente memorabile.

Nel frattempo, sempre al Lido, un regista indipendente come Todd Haynes viene scelto da HBO, un vero e proprio marchio di grande qualità nel panorama televisivo, porta sullo schermo una miniserie interpretata da una grande attrice di cinema del calibro di Kate Winslet. Tratta anche questa da un romanzo di James M. Cain (lo stesso autore de Il postino suona sempre due volte) la miniserie è stata scritta dallo stesso Haynes insieme ad altri ad ulteriore riprova che la televisione può diventare un mezzo espressivo molto importante e interessante a patto, ovviamente, che finisca in mano a talenti seri e a professionisti preparati.

Ancora una volta, dunque, Marco Muller e i suoi hanno dimostrato di seguire con attenzione un fenomeno di integrazione tra cinema e televisione sempre più interessante e foriero non solo di grandi sorprese, ma soprattutto di qualità.

 

Scritto da Marco Spagnoli
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