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Tutti contro tutti, la conferenza stampa dell’esordio in regia di Rolando Ravello

Attualità, Conferenze stampa, Interviste

21/02/2013

(Roma) Si è fatto conoscere dal grande pubblico grazie a pellicole come Almost Blue, Concorrenza sleale, Il pirata, Diaz. Oggi Rolando Ravello debutta dietro la macchina da presa con Tutti contro tutti, in arrivo il 28 Febbraio in sala per Warner in 250 copie.

Si tratta dell’adattamento cinematografico della piece teatrale ‘Agostino’, scritta dall’amico Massimiliano Bruno ed interpretata per molto tempo a teatro proprio da Ravello. A produrre sono Fandango e Warner insieme per la prima volta.

Un cast molto particolare quello di questo esordio, composto di molti grandi amici del regista, alcuni dei quali provenienti dalla serie tv Romanzo Criminale: Marco Giallini, Massimiliano Bruno (che firma la sceneggiatura), Antonio Gerardi, Ivano De Matteo, Giorgio Caputo, Riccardo de Filippis, Paolo Sassanelli, ai quali si affiancano Kasia Smutniak, Lidia Vitale e Stefano Altieri.

Tornando dalla prima comunione del figlio Lorenzo, Agostino e la sua famiglia, composta di moglie, figlia adolescente e nonno ribelle, scoprono che la casa popolare in cui vivono senza un vero contratto di affitto, è stata occupata abusivamente da una famiglia napoletana. Agostino è un muratore che fatica per sbarcare il lunario e con l’aiuto del cognato Sergio mette quindi a punto un folle piano: occupare a sua volta il pianerottolo di casa in attesa di potersi riappropriare di ciò che è suo….

Ravello come è nato questo progetto? “Circa sette anni fa da una telefonata fattami dal vero Agostino che mi ha raccontato la sua storia. Abbiamo scritto un soggetto che io e Massimiliano abbiamo prima mostrato a Serena Dandini; da lì è diventato uno spettacolo teatrale che poi abbiamo proposto a Domenico Procacci. Compagno di questa avventura è stato anche Alessandro Mannarino che ha curato anche le musiche”.

Marco Giallini come giudica il suo personaggio? “Il punto di forza del mio personaggio è quando pittura le finestre – scherza l’attore – perché ho fatto per molto tempo l’imbianchino quindi ero nel mio. Ne ho conosciuto molte di persone così e avere un attore come Rolando vicino, ha reso tutto molto più semplice. E’ una realtà che da adolescente ho conosciuto, non ho mai occupato una casa, ma stavo per farlo. Mi è piaciuto girare questo film”.

E Lidia Vitale che interpreta la moglie di Giallini? “Quando Rolando mi ha proposto il film ho accettato perché la zona in cui abbiamo girato, il Tufello, la conosco sin da piccola, quella era una realtà che conoscevo, quindi diciamo che non ho lavorato, sono semplicemente tornata alle origini”.

“Per girare abbiamo scelto dei posti che non identificassero solo Roma – interviene Ravello – perché questa storia potrebbe essere ambientata in qualsiasi periferia”.

Il film cerca di raccontare veramente una situazione reale del nostro paese, qualcosa che oggi nel nostro cinema è molto difficile fare, si prediligono sempre dinamiche sentimentali. Secondo voi perché? “Perché gli altri non lo fanno non saprei – interviene Ravello – so perché l’ho fatto io. Non è un caso che nel film ci sia Ivano De Matteo (regista dell’acclamato Gli Equilibristi n.d.r.), mio amico da diversi anni, con il quale condivido la sensibilità verso certe tematiche. Complice del fatto è come sono cresciuto, io sono stato formato anche ‘umanamente’ da Ettore Scola”.

“E’ molto complicato fare film del genere – risponde anche Massimiliano Bruno – in un cinema dove si punta molto solo agli incassi. Procacci ha creduto molto nella storia e gliene siamo grati. Il soggetto è stato scritto nel 2007, ma Rolando non era sicuro che potesse funzionare. Poi un’estate ha provato a farne una lettura insieme a Daniele Silvestri che lo accompagnava alla chitarra e da lì abbiamo deciso di provare a portarlo a teatro. E’ un testo difficile perché in Italia queste cose non si fanno, speriamo sia un nuovo inizio”. “Io vorrei ringraziare Warner e Fandango per la fiducia che mi hanno dato – riprende il regista – considerato che io in vita mia non avevo girato mai nemmeno un cortometraggio. Ci hanno messo cuore e passione, sono stato circondato da persone che hanno fatto qualcosa in cui credevano veramente”.

Questa è la prima collaborazione fra Fandango e Warner…” Sì e ne abbiano un’altra in essere, il prossimo film di Giovanni Veronesi – risponde Domenico Procacci – sono felicissimo di come è andata fino ad ora e del riscontro che il film ha avuto oggi con la stampa, in un momento in cui è difficile fare commedie che trattino temi reali ed interessanti. Durante la preparazione al film abbiamo realizzato un documentario presentato recentemente, che è un altro modo di raccontare questo argomento. La chiave della commedia quando usata bene, non toglie nulla, anzi veicola meglio alcuni problemi che purtroppo nel nostro paese ci sono”.

“ Io non posso che essere d’accordo con Domenico – dice Nicola Maccanico di Warner – questa è una collaborazione che ci rende felice e questo era il progetto giusto per portarla avanti. Non tutti i produttori ti accompagnano durante tutta la gestazione del film, anzi molti ti lasciano al tuo destino di distributori. Con Fandango abbiamo lavorato a stretto contatto e tutto il lavoro è stato di squadra. Io sono convinto che al botteghino andrà benissimo, abbiamo parlato spesso dei problemi del cinema italiano, ma questo film piacerà e funzionerà, farà bene all’intero sistema cinematografico italiano”.

Alessandro Mannarino come è stato coinvolto nel progetto? “Perché lavoravo in teatro con Rolando. Poi oltre all’aspetto professionale è nato anche un rapporto umano molto bello. La colonna sonora è stata composta insieme a Tony Brundo. Ci tenevo a questo progetto, la mia prima colonna sonora che mi permetteva di cambiare linguaggio, rispetto a quello che si usa quando si produce un cd. Rolando sapeva bene quello che voleva sotto le immagini ed io mi sono messo al suo servizio”.

Come avete lavorato con il cast, che è tutto molto equilibrato, compresi anche gli attori più giovani? “ Volevo che tutto il cast avesse una qualità elevata – conclude Ravello – compresi i ragazzi che sono dei debuttanti, ma sono tutti stati scelti per il loro grande talento. Quello che ho chiesto a tutti gli attori durante le prove è stato di essere radicati al suolo, concreti, di non calcare le battute per non finire nel grottesco. Una volta arrivati sul set tutti avevano le idee molto chiare”.

Ravello pensa di continuare con la regia? “ Ne ho parlato sia con Massimiliano che con Procacci, ma non lo so, vedremo come andrà. Chissà potremo fare un sequel, ‘Agostino occupa i Parioli’ o ‘Agostino occupa la santa sede’”.

Scritto da Manuela Blonna
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