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Tutte le strade portano a Venezia!

Attualità, Eventi

08/09/2013

Il Palmarès di questa 70a edizione riscatta un'edizione complessivamente piuttosto modesta, restituendole uno smalto ed una vitalità, che altrimenti, se fossero stati premiati film più classici, avrebbe mostrato tutta la sua debolezza. Merito di Barbera, che aveva anticipato, a palle ferme, la scelta rivoluzionaria e sorprendente di portare in concorso due documentari, e merito soprattutto di Bernardo Bertolucci, Presidente della Giuria internazionale che ha operato concretamente e coraggiosamente le scelte. Due film italiani nella rosa dei massimi Premi non si vedevano da quindici anni, e sono entrambi, per una strana ironia della sorte,  legati a strade: Sacro Gra di Gianfranco Rosi interamente dedicato al Grande Raccordo Anulare che cinge la capitale e Via Castellana Bandiera ambientato, come dice il titolo, in una stretta strada di Palermo. Altrimenti due film di totale diversità di sguardo e di linguaggio, ma con un'altra cosa in comune: raccontare l'Italia dal basso, oltre, ovviamente, una stupefacente capacità di rischiare. Due film, a loro modo, estremi. Che difficilmente raggiungeranno il grande pubblico. Fu vera gloria? E soprattutto serviranno ad aiutare in qualche modo  quel cinema italiano  più impegnato, in perenne difetto d'ossigeno? La risposta è sì. Prima di tutto perché si vedono premiati due film che invitano al più totale, sia sul piano tecnico, produttivo, interpretativo etc. In 701 anni di storia il Leone d'Oro non era stato mai assegnato ad un documentario, tantomeno ad un documentario girato con una telecamera portatile e montato 'in casa' dallo stesso regista. Una sfida 'folle' durata tre anni sopra un camper su e giù per il 'diabolico Gra', uno dei luoghi più odiati dai romani e non. L'altro premio, la coppa Volpi ad Elena Cotta, ottantenne attrice pressoché sconosciuta al grande pubblico, premia l'eccellenza e la professionalità di un'attrice che il nostro cinema, quello fatto dai soliti noti, scopre solo a ottant'anni. Sono segnali positivi o negativi? Giudicate voi.

Per il resto ben vengano il Leone d'Argento per la Migliore Regia a "Miss Violence" del greco Alexandros Avranas, vincitore anche della Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile con il nonno orco Themis Panou.  Premio Speciale della Giuria a "La donna del poliziotto" di Philip Groning. Gran Premio della Giuria al 'cultissimo' "Jaouyu" di Tsai Ming Liang

Il giovanissimo Ty Sheridan vince invece il premio Mastroianni, l'attore emergente, per "Joe" di David Gordon Green

Il premio per la Migliore Sceneggiatura è andato a Steve Coogan e Jeff Pope per "Philomena" di Stephen Frears.  Sicuramente la scelta migliore, qualcuno ha mugugnato perché l'interpretazione di Judi Dench avrebbe meritato la Coppa Volpi più di Elena Cotta. Nella sezione Orizzonti, presieduta da Paul Schrader, il  premio alla regia va all'italiano Uberto Pasolini che da 37 anni vive in Inghilterra per "Still Life" e quello del Miglior film a "Eastern Boys" di Robin Campillo. Premio Opera Prima "Luigi De Laurentiis" va all'israeliano "White Shadow" di Noaz Deshe

Scritto da Piero Cinelli
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