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Trionfo di The Artist agli Oscar, ma i telespettatori sono sempre di meno

Attualità, Personaggi

29/02/2012

Forse non sarà proprio come dice scherzando l’arrabbiatissimo comico Stephen Colbert secondo cui gli Oscar sono stati ‘appaltati’ agli stranieri, ma certo è che, per la prima volta da anni, per il premio più importante del mondo inizia a profilarsi una crisi che solo parzialmente potrebbe essere mitigata dai risultati d’ascolto del premio negli altri paesi del mondo con un’Europa, però, certamente penalizzata da un fuso orario a sfavore.

Quaranta milioni di spettatori, più o meno gli stessi dell’anno scorso, non bastano ad un evento che nel 1998 raccoglieva circa un terzo di audience in più con 57 milioni di telespettatori in Nord America. Il punto è che i film erano diversi, spiega il New York Times, insistendo sul fatto che a dispetto della valanga di premi The Artist ha ottenuto un risultato modesto al Box Office con soli quattro milioni di dollari di incasssi, tenendo presente che l’italiano Luca Guadagnino, escluso dalla competizione l’anno scorso, ne ha incassati circa tre con Io sono l’amore.

Gli Oscar devono aprirsi di più al mercato per entusiasmare il pubblico che va al cinema? Quale senso ha far competere film che in pochi hanno visto a dispetto della loro grande qualità artistica?

Domande importanti per un premio che ha meno pubblico della finale del Super Bowl, dei playoff di basket e dei Grammy che ‘aiutati’ anche dalla morte prematura di Whitney Houston sono più uno spettacolo dal vivo che una cerimonia di premiazione peraltro interattiva grazie ai Social Network.

Un problema importante che toccherà il prossimo presidente dell’Academy obbligato alla ricerca di un nuovo presentatore visto che il lavoro sul palco di Billy Crystal è stato definito da molti critici come ‘antiquato’ e ‘inadatto ai nostri tempi’.

 

 

Scritto da Marco Spagnoli
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