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Treno di Notte per Lisbona, parla Bille August

Attualità, Interviste, Personaggi

12/04/2013

Due volte vincitore della Palma d'oro a Cannes, apprezzato dalla critica, Bille August è un raffinato regista danese, particolarmente ricordato per Chacun son cinema, Il senso di Smilla per la neve e La casa degli spiriti. Ora torna in sala sette anni dopo il suo ultimo lavoro (Il colore della libertà) e lo fa con l'elegante Treno di notte per Lisbona.

Passata di recente al Festival di Berlino, la pellicola è ispirata al romanzo omonimo di Pascal Merciel, uno dei romanzi tedeschi di maggior successo degli ultimi anni. La storia è quella di Raimund Gregorius, professore che vive in Svizzera. Un giorno andando a scuola come suo solito salva una ragazza portoghese che si vuole lanciare da un ponte. Questo evento lo turberà a tal punto complice anche un libro che la giovane aveva con sé e che Raimund ha tenuto. Questo spingerà l’uomo a volere ritrovare la giovane e a compiere un viaggio. Un viaggio che lo porterà a scoprire la storia del Portogallo durante la dittatura di Salazar, l’amore, e a rivedere tutta la sua intera esistenza.

Treno di notte per Lisbona arriva in sala il 18 Aprile per Archibald Film. Nel cast Jeremy Irons, Melanie Laurent, Martina Gedeck, Bruno Ganz, Lena Olin. Oggi a Roma abbiamo incontrato il regista Bille August. Ecco cosa ci ha raccontato.

Che cosa la affascinava del libro originale? " Ho letto Treno di notte per Lisbona sei anni fa, quando venne pubblicato la prima volta e mi piacque immediatamente quindi quando mi è stato offerto di trarne e un film, non potevo che dire di sì. La cosa che mi è sempre piaciuta di più è che questo viaggio che raccontiamo, passa attraverso Raimund e la sua vita, molto semplice, ordinaria, quasi noiosa. Poi arriva questa atmosfera, questo mistero, un qualcosa di speciale che abbiamo cercato di mantenere nello scrivere la sceneggiatura".

Quale è stata la parte più difficile dell'adattare questo tipo di romanzo? " Bè è scritto da un filosofo, Pascal Mercier, contiene tantissimo materiale. Ho comunque voluto mantenere questa parte quindi per ogni stato d'animo provato dai Raimund, ho trovato una citazione nel libro che potesse rappresentarla".

La domanda portante del film è come dovrebbe essere impiegato il tempo che ci resta da vivere. Lei che ne pensa?  "Si questa è una parte che mi ha molto colpito. Il libro ci fa riflettere sul fatto che possiamo cambiare la nostra vita in un istante. Noi siamo burattini del nostro destino."

Quali progetti ha per il futuro dopo questo film? " I 55 gradini, una storia ambientata nel 1989 a San Francisco. Racconterà di una paziente di una clinica psichiatrica, che incontra un'avvocato donna che la aiuterà a fare causa ad un industria farmaceutica. Sarà una storia di amicizia tra donne, non posso dirvi chi sarà nel cast, ma inizieremo a girare in estate.

Nel film si parla di due tipi di dittature, quella politica e quella della noia. Quale la peggiore secondo lei? " Io credo che la più pericolosa sia l'indifferenza, il non essere in grado di reagire. Se ci pensa, al giorno d'oggi, abbiamo accesso a tutte le informazioni che vogliamo, ma il nostro modo di reagire e' molto diverso rispetto al passato".

Scritto da Manuela Blonna
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